Il Perugia esce sconfitto da Gubbio, ma quale svolta

Il Perugia esce sconfitto da Gubbio, ma quale svolta

Il Perugia esce sconfitto da Gubbio, ma quale svolta

di Gianluca Drusian
Non c’è bisogno di usare giri di parole. Non c’è bisogno di scomodare nulla se non dire la verità magari adoperando anche qualche ovvietà. Ad esempio, il Perugia occupa la posizione di classifica che merita. E, se questa squadra altalena tra la zona dei play-off e quella dei play-out significa che quello anzi questo è il valore reale della forza tecnica e comportamentale di questo gruppo.

Anche la sconfitta di Gubbio, pur se patita a causa di una rete subita al 94’ a causa di un colpo di testa sotto misura di Rosaia, non ha fatto altro che spiegare per l’ennesima volta come, pur cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non cambia. Di conseguenza, tutto il malumore e la delusione che serpeggiava in curva tra i tifosi (quasi mille i seguaci in trasferta in un lunedì sera umido e con minaccia di pioggia) ma, soprattutto, tra coloro che vivono spesso la partita dalla poltrona di casa o dalla partecipazione a qualche talk televisivo, è conseguenza di un voler dare fiducia e bene a tutti i costi ad un gruppo di giocatori ai quali credere nonostante più di quello che stanno dando non possono dare.

Dopo tutto un girone di andata, un esonero in panchina e qualche cambio di giocatori (non ancora del tutto completo in attesa della fine del calcio mercato), solo coloro che vogliono continuare ad indossare la benda davanti ai propri occhi continuano a cadere sempre nello stesso tranello nel farsi inutili illusioni.

In tutta questa strana situazione, anche il neo tecnico Zauli, dal suo arrivo in panchina, non è riuscito ancora a trasmettere niente di originale anzi, al contrario, invece che stabilità di risultati e progressivo miglioramento nella realizzazione del gioco, le prestazioni dei Grifoni sono rimaste le stesse.

Quindi, neanche quella continuità nella scelta degli undici iniziali fatta da subito da Zauli in chiaro contrasto con quanto faceva il tecnico Formisano, ha prodotto gli effetti nonostante qualche accenno di risultato si sia anche intravisto.

Quanto alla partita di Gubbio, al minuto 14 del primo tempo, la sorte ha voluto che il difensore Riccardi si facesse male costringendolo ad uscire anzitempo dal campo. Questa disavventura, che si è aggiunta alle tante sventure di questa stagione, ha visto il Perugia giocare una gara che sembrava mantenersi in una situazione del “se tu non tocchi a me io non tocco a te”. Ma così non è stato perché, dopo l’ espulsione di Torrasi avvenuta al 73°minuto di gioco, il Gubbio non ha fatto sconti e cercato con forza la via della rete cosa che il Perugia con il suo solito lento tergiversare giro-palla non ha saputo realizzare.

La cronaca dice poi che, come era successo in una occasione del primo tempo, era sui piedi di Montevago al 82’ ma anche Di Maggio al 66’ che capitavano due importanti occasioni da rete.

La traversa colpita da David in avvio di ripresa ed un’altra occasione capitata sui piedi di Tozzuolo dopo un errore difensivo di Amoran avrebbero potuto anche accontentare un po’ tutti se non che, a partita finita, dopo una ripartenza eugubina che chiudeva un doppio tentativo di attacco biancorosso (punizione dal limite calciata malissimo e successivo calcio d’angolo privo di pericolosità) arrivava la rete della vittoria con il numero otto eugubino che metteva fine con un colpo di testa a pochi metri da Gemello ad un doppio cross in area che vedeva incapace la difesa biancorossa nell’ allontanare la palla dalla propria area di rigore.

L’esultanza finale era quindi tutta per il pubblico di casa mentre al popolo perugino non restava altro che raccogliere le proprie ferite, le ennesime e sperare che qualcosa cambi dal mercato di riparazione.

Promossi: Montevago (anche sempre troppo solo)-Dell’Orco (tornato in campo dopo tanto tempo è andato benino)- Gemello e nessun altro.

Bocciati: Zauli (soprattutto perché dopo l’espulsione la logica diceva di togliere uno davanti per inserire qualcuno a centrocampo o in difesa ma non è stato fatto) e tutti gli altri che hanno giocato. Sufficienze? Per carità, doveva essere la svolta e…lo è stato.

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