Allenamenti serali e algoritmi: la doppia vita di Alessandro Vispa
Lavora tra numeri e modelli matematici durante il giorno. Poi, alla sera, indossa la tuta da allenatore e scende in campo con la Svila Perugia Basket. È la quotidianità di Alessandro Vispa, classe 1981, dottore in fisica, analista di dati e tecnico della squadra umbra in Serie C. In questa stagione ha guidato i Grifoni fino al terzo posto in classifica, centrando l’accesso ai play-off.
Coach Vispa alterna la scrivania di un’azienda privata perugina, dove si occupa di intelligenza artificiale, con la panchina della formazione cittadina. L’idea di applicare i principi della scienza allo sport è centrale nella sua visione. «I dati – spiega – aiutano a leggere meglio le dinamiche di gioco. Negli Stati Uniti è già una prassi consolidata». L’obiettivo, dice, è trasferire parte delle sue competenze tecniche al servizio della pallacanestro.
Il percorso della Svila Perugia Basket si è concluso con una vittoria decisiva sul campo della Virtus Assisi, diretta concorrente. Il risultato ha permesso alla squadra di chiudere al terzo posto nella regular season e di affrontare la fase finale con fiducia. «Abbiamo lavorato con impegno – sottolinea Vispa – anche in presenza di infortuni e momenti complicati. I ragazzi sono stati sempre presenti e ricettivi».
Alla guida del Perugia dal 2021, Vispa ha trovato nella squadra e nello staff un gruppo disposto a seguirlo. La sua esperienza di allenatore è cominciata in modo inaspettato. Da giovane giocava, poi un infortunio a 17 anni lo ha costretto a fermarsi. «Non ho abbandonato il basket – ricorda – ho solo cambiato prospettiva. Ho iniziato ad allenare e non mi sono più fermato».
Negli anni ha accumulato esperienze anche all’estero. Tra il 2012 e il 2017 ha vissuto a Barcellona, dove ha lavorato nel settore giovanile e poi nelle prime squadre del Club Esportiu Diagonal Mar. Un’esperienza formativa sia sul piano tecnico che umano. «Allenare in un contesto diverso – racconta – è stato importante. Ho imparato molto, anche sul mio modo di gestire i gruppi».
Il ritorno in Italia avviene nel febbraio 2017, di nuovo a Perugia, anche grazie al contatto con due allenatori del territorio, Luca Monacelli e Luca Lupattelli. Dopo una breve parentesi come secondo assistente in C Silver, Vispa si dedica alla crescita delle giovanili, fino a tornare alla prima squadra nella stagione post-pandemia.
La sua giornata tipo si divide tra lavoro, campo e famiglia. Tre elementi che definiscono il suo equilibrio. Dopo l’orario d’ufficio, infatti, segue gli allenamenti, le sedute in sala pesi e le partite. La passione per il basket rimane il filo conduttore. Accanto a lui, nella vita privata, c’è Indre, lituana, anche lei legata al mondo della pallacanestro. I due si sono conosciuti proprio tramite questo ambiente. «Oggi è mia moglie – dice Vispa – e il mio primo supporto».
Tra le abitudini personali, ammette di avere un certo attaccamento ai rituali. «Sono ripetitivo – confessa – i ragazzi della squadra lo sanno e ci scherzano spesso». Non si tratta solo di scaramanzia, ma di una forma di organizzazione che riflette anche nel lavoro.
La società intanto guarda avanti. La collaborazione con Svila, azienda del territorio, ha aperto nuove prospettive. «Questo legame ci consente di pensare al lungo termine – spiega il coach – Non solo alla prossima stagione, ma ai prossimi cinque anni. Stiamo lavorando su un progetto strutturato che dia continuità e respiro». L’obiettivo è chiaro: riportare Perugia in categorie che la squadra ha già conosciuto e frequentato in passato.
Secondo Vispa, per costruire un percorso solido servono metodo e visione. Il contributo economico e organizzativo della nuova proprietà rappresenta un punto di partenza, non di arrivo. «C’è fiducia – aggiunge – sia nel gruppo attuale che nel potenziale di crescita. Ora dobbiamo continuare a lavorare con coerenza».
In parallelo, prosegue la sua attività come fisico e analista di dati. Un mondo, quello della scienza, che secondo Vispa può offrire strumenti utili anche allo sport. La sua formazione accademica si riflette nell’approccio tecnico: analisi, monitoraggio delle prestazioni, cura del dettaglio. «Il basket moderno – afferma – è sempre più legato all’interpretazione dei numeri. Saper leggere i dati permette di ridurre gli errori e valorizzare le caratteristiche dei giocatori».
Il dualismo tra laboratorio e palestra si traduce in un equilibrio costante. Nonostante gli impegni, Vispa non rinuncia né all’uno né all’altro ambito. Per lui, si tratta di due facce della stessa medaglia. «Entrambi richiedono attenzione, metodo e capacità di adattamento. Questo vale tanto per il mio lavoro in azienda quanto per quello sul parquet».
Il progetto della Svila Perugia Basket entra ora nella fase più delicata. I play-off rappresentano un’opportunità ma anche una prova di maturità per il gruppo. Il coach mantiene il profilo basso: «Ci giochiamo le nostre carte come abbiamo fatto finora. Con ordine, intensità e rispetto degli avversari».
L’obiettivo è andare il più avanti possibile, ma senza perdere il senso del percorso. «Questa squadra è cresciuta. Ora vogliamo vedere fin dove può arrivare». Nessuna dichiarazione eclatante, solo la volontà di costruire, giorno dopo giorno, con lo stesso spirito che lo accompagna da anni.
Conclude con un pensiero al futuro: «Il basket a Perugia ha potenziale. Servono strutture, attenzione e continuità. Noi stiamo cercando di fare la nostra parte. La passione non ci manca».

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