Calcio dilettantistico umbro in crescita tra scuola, sociale e infrastrutture in ritardo

Calcio dilettantistico umbro in crescita tra scuola, sociale e edifici

Progetti per i giovani e lotta alla violenza, infrastrutture da rilanciare

Di Tommaso Benedetti

Calcio dilettantistico – Il presidente del calcio dilettantistico umbro traccia un bilancio di stagione che definisce complessivamente positivo, sostenuto da una crescita significativa sia del settore giovanile sia dell’attività dilettantistica . L’aumento degli atleti tesserati viene indicato come il segnale più concreto di un movimento vivo, nel quale la maggiore quantità di praticanti è considerata la base per innalzare anche la qualità tecnica e organizzativa .

Al centro della strategia c’è una fitta serie di iniziative pensate per dare visibilità al movimento non tanto in funzione delle cariche federali, quanto a beneficio diretto delle società sportive del territorio . In questo quadro si inseriscono progetti sperimentali come la “partita camminata” e la “partita applaudita”, realizzate in collaborazione con Lanci e altre associazioni, concepite per promuovere un modo diverso di vivere lo sport, più inclusivo, rispettoso e partecipato .

Tra i programmi richiamati con maggiore forza, il presidente individua come priorità assoluta il progetto “Calcio va a scuola”, indicato come l’iniziativa più importante tra quelle in corso . Nell’anno in esame il progetto coinvolgerà circa 200 classi e circa 2.500 ragazzi provenienti da scuole in cui non si praticava abitualmente calcio, aprendo così l’attività federale a un bacino nuovo e spesso lontano dalle società affiliate .

Il modello prevede l’ingresso nelle scuole di istruttori, psicologi, nutrizionisti e la fornitura di materiale sportivo, con l’obiettivo di garantire ai più giovani la possibilità di svolgere attività motoria strutturata, anche al di là della disciplina calcistica in senso stretto . L’iniziativa, pur avendo come riferimento naturale il calcio, ha l’effetto di avvicinare più ragazze e ragazzi alle società del territorio, ampliando la base e rafforzando nel tempo i vivai .

Il presidente insiste anche sulla valenza educativa e sanitaria del progetto, ricordando come il movimento fisico sia uno strumento decisivo di prevenzione rispetto alle patologie dell’età adulta . Il calcio, e lo sport in generale, vengono presentati come leve fondamentali per la salute pubblica e per l’equilibrio psicofisico delle nuove generazioni, in un contesto sociale che tende a ridurre le occasioni di attività all’aria aperta .

Accanto alla dimensione promozionale e scolastica, la dirigenza regionale mette in primo piano il tema della violenza, indicata come una piaga da combattere “a 360 gradi” . È stata organizzata, in collaborazione con la Questura, con il Questore e con i suoi collaboratori, una giornata interamente dedicata alla sensibilizzazione contro le violenze, con particolare attenzione a quelle rivolte alle donne .

Nel perimetro calcistico la lotta alla violenza viene estesa a ogni forma di aggressione o intimidazione: dagli arbitri agli atleti, dai rapporti tra giocatori ai comportamenti delle tifoserie . Il presidente sottolinea come la cultura sportiva del territorio non contempli tali derive e come, rispetto al passato, episodi che un tempo apparivano eccezionali sembrino oggi quasi normalizzati dal racconto mediatico .

La pandemia viene indicata come uno spartiacque: prima, pochi casi di violenza facevano notizia; dopo, si è registrata una vera recrudescenza soprattutto nelle fasce più giovani, fenomeno che il dirigente definisce incomprensibile e in netta contraddizione con i valori dello sport . Da qui il richiamo a non considerare la violenza come una componente inevitabile dello spettacolo sportivo, ma come un nemico da respingere con decisione sul piano educativo, disciplinare e culturale .

Nella conferenza di fine anno ampio spazio viene dedicato anche al nodo delle infrastrutture sportive in Umbria, indicate come uno dei principali limiti allo sviluppo e all’attrattività del movimento regionale . Il presidente ricorda come, dopo una partita amichevole della nazionale maschile prima di un Mondiale – probabilmente quello disputato in Sudafrica – non sia stato più possibile riportare in Umbria gare di alto livello, pur a fronte di promesse mantenute dai vertici federali nazionali .

Un passaggio significativo riguarda il tentativo, poi fallito, di ospitare una gara di qualificazione del Mondiale femminile, sfumato perché in tutta la regione non è stato individuato un impianto che la FIFA ritenesse idoneo ad accogliere l’evento . Il presidente definisce questa circostanza “gravissima” e riferisce di averla già rappresentata a chi ha competenza sulle scelte infrastrutturali, rimarcando il rischio di vedere l’Umbria esclusa dai grandi appuntamenti .

Sul fronte istituzionale viene citata l’azione dell’assessore Meloni, descritta come la prosecuzione, nonostante zero risorse aggiuntive, del lavoro giudicato eccellente svolto in precedenza dall’assessore Agabiti . Viene ribadito che, per il mondo del calcio dilettantistico, le appartenenze politiche contano meno dei risultati concreti e che ciò che interessa è che gli interventi vengano realizzati e programmati con criteri trasparenti .

Il presidente riferisce che non verranno più concessi contributi a pioggia con finalità elettorali, pratica talvolta registrata in passato, ma che gli stanziamenti saranno strutturati e mirati . A titolo di esempio viene ricordato che lo scorso anno risorse significative sono state assegnate a 45 comuni per l’efficientamento, in particolare energetico, delle strutture sportive esistenti, segnando un cambio di passo nell’uso dei fondi .

Nella visione espressa in conferenza, il miglioramento degli impianti non serve solo alle società, ma all’intera regione, anche in chiave di turismo sportivo . Portare in Umbria tornei di rilievo nazionale come il Torneo delle Regioni viene indicato come volano economico e di immagine: l’ultima edizione organizzata in modo pieno risale a circa vent’anni fa, una distanza temporale che oggi la regione non può più permettersi .

Per invertire questa tendenza, il presidente ha provato a “prenotare” l’edizione del 2028, confidando che nei prossimi tre anni le infrastrutture possano compiere un salto di qualità sufficiente a soddisfare i parametri richiesti per ospitare la manifestazione . Nelle sue parole, lo sviluppo degli impianti, la crescita dei praticanti, i progetti nelle scuole e la lotta alla violenza si tengono insieme come parti di un unico disegno: rendere il calcio dilettantistico umbro più moderno, inclusivo e competitivo, senza smarrire il legame con il territorio.

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