Bindlino, dal calcio alla poesia dialettale, adesso alla ricerca di un editore

Bindlino, dal calcio alla poesia dialettale, adesso alla ricerca di un editore

I più lo conoscono per il soprannome, “Bindlino”, un vezzeggiativo dialettale: discetta di calcio, a suon di battute, con al centro delle sue argomentazioni il Perugia, ovviamente, con tanto di sciarpa biancorossa intorno al collo, sulle tv locali.. All’anagrafe si chiama Andrea Proietti Bertolini, perugino doc, ed ha un problema: nonostante abbia già dato alle stampe lavori in dialetto, non trova un editore che lo apprezzi e che non gli solleciti di acquistare – come é avvenuto, purtroppo – la metà del numero di copie da stampare per far uscire l’opera dalla tipografia…


di Elio Clero Bertoldi


Andiamo per ordine. “Bindlino” ha cominciato a scrivere poesie in vernacolo (che lui chiama “satire”) fin dall’adolescenza. “Lo facevo, all’inizio, per sorridere – assicura – della mia precaria condizione economica. Poi mi sono indirizzato verso parenti ed amici per aumentare il numero di bersagli delle mie satire. Li prendevo in giro, ma senza offendere, eh… Giusto per strappare loro un sorriso.”

La svolta la trovò nel 2000 quando incontrò Claudio Spinelli, uno dei grandi se non il più grande tra i poeti dialettati perugini, che lo prese a benvolere, gli fornì consigli (“preziosi”, ammette l’interessato) e lo mise in condizione di approfondire meglio la … grammatica dialettale, visto che “Bindlino” proveniva da un ambiente contadino e dunque da una cultura sostanzialmente orale.

“Spinelli mi riconobbe – confessa Andrea – grande fantasia ed umorismo non greve, ma anche una scarsa conoscenza della scrittura dialettale…”

Sicuramente originale il tema della prima opera dal titolo “Pòl esse” in cui, in rima ed in vernacolo, presenta e racconta le varie frazioni del Comune di Perugia. Una sorta di passeggiata lunga ventuno giorni, di paese in paese, di cui raccoglie lo spirito, i personaggi, gli aneddoti, cita tutte le chiese (“Ma neanche “La Voce“ mi ha dedicato un titoletto”, si lamenta Proietti Bertolini) e gli aspetti significativi e caratterizzanti. Come l’ape che vola, fior da fiore, per suggere il nettare. Questa sorta di don Chisciotte dei giorni nostri (così é stato definito all’epoca della presentazione del libro) ha la sua Dulcinea in Tletina, di cui é alla ricerca e del suo mondo fanno parte pure la somara Trubblina, l’amico Barcollino ed il prete, don Begio.

Il volumetto, scritto ed edito inizialmente a proprie spese, venne poi ristampato due anni più tardi. “Solo grazie al Maestro Franco Venanti ed a monsignor Mario Ceccobelli – rivela l’autore – e con i proventi dati in dono all’Associazione Amici del Malawi”.

Solamente l’anno scorso la versione migliorata e rivista, sotto vari aspetti, ottiene una nuova ristampa. “Grazie al patrocinio dell’assessore Leonardo Varasano…”, rivela “Bindlino”.

Ora Andrea Proietti Bertolini ha confezionato un’altra operetta: “Buriana Sole”, pronta già dallo scorso mese di agosto, ma priva di stampatori. Ne troverà uno disponibile e corretto, rispettoso del diritto d’autore e dunque pronto ad aprire, almeno moderatamente, il portafoglio?

Chi scrive non lo sa ed é anzi abbastanza scettico sulla liberalità del mondo editoriale in generale (é anche vero, per onestà intellettuale, che sono più gli scrittori che non i lettori), ma mai dire mai, chissà? … “Pòl ésse”.

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