Vogliamo la sanità pubblica, sul palco medici, infermieri, lavoratori
Una piazza piena di gente ha fatto da scenario alla manifestazione regionale “Vogliamo la sanità pubblica e universale” voluta da Cgil e Uil dell” Umbria, alla quale hanno aderito i sindacati del settore sanitario (Fp Cgil, Uil Fpl, Fials e Nursind). In piazza per difendere e rilanciare la sanità pubblica in Umbria, per chiedere assunzioni stabili subito, per abbattere le liste d’attesa, per rafforzare la salute sul territorio e dire basta alle barelle nei corridoi. E’ quanto hanno chiesto medici, infermieri, lavoratori, studenti e pensionati alla manifestazione promossa da Cgil e Uil dell’Umbria, alla quale hanno aderito i sindacati del settore sanitario (Fp Cgil, Uil Fpl, Fials e Nursind), che si è tenuta in piazza IV Novembre a Perugia.
Il comizio è stato aperto da Vincenzo Sgalla e Maurizio Molinari, segretari generali di Cgil e Uil dell’Umbria. “Non permetteremo di cancellare con un colpo di spugna un patrimonio che ci è stato consegnato” il grido lanciato da medici, infermieri, lavoratori, studenti e pensionati, saliti anche sul palco di piazza IV Novembre a Perugia, che si sono ritrovati insieme “per difendere e rilanciare la sanità pubblica in Umbria, per chiedere assunzioni stabili subito, per abbattere le liste d” attesa, per rafforzare la salute sul territorio e dire basta alle barelle nei corridoi”.
Sono seguiti numerosi interventi di lavoratrici e lavoratori della sanità, studenti, pensionati, operai, per manifestare la volontà dell’intera cittadinanza di fermare quello che le organizzazioni sindacali definiscono un “vero e proprio smantellamento di un sistema sanitario che è stato e può ancora essere un esempio di eccellenza in Italia e nel mondo”.
“Mandiamo la foto di questa piazza gremita, che vuole la sanità pubblica e universale, alla presidente Tesei e all’assessore Coletto” ha esordito Sgalla per poi aggiungere: “Qua ci sono persone che pretendono di avere risposte dopo anni di tagli, sia da destra ma anche da governi di sinistra. Ora però c’è un piano sanitario regionale adottato il 5 agosto senza discutere con nessuno, con tagli al personale e ai farmaci. Questo significa una cosa sola, non dare servizi pubblici e risposte ai cittadini”.
Alla manifestazione sono intervenute anche le segreterie nazionali di Cgil e Uil, con gli interventi di Daniela Barbaresi, segretaria nazionale Cgil, che ha concluso la manifestazione, e Domenico Proietti segretario nazionale Uil.
“Vogliamo vedere concretizzato il diritto alla salute – ha detto Barbaresi – in Umbria così come in tutte le regioni italiane. Lo garantiremo e lo difenderemo, ma va anche sostenuto con le giuste risorse e i giusti contratti”. Come imputata, secondo Proietti, “c” è una Regione Umbria che non affronta questa fase con un confronto con le parti sociali”. “Siamo qua – ha poi proseguito – per riaffermare le ragioni del servizio sanitario pubblico nazionale, dicendo che 37 miliardi di euro di tagli sono una cosa inaudita. Già dalla prossima legge di bilancio vanno assegnate risorse aggiuntive anche perché siamo convinti che una buona politica economica coincide con una buona politica sanitaria”.

forse mi sono perso qualcosa. qualcuno riesce a spiegarmi cosa è cambiato tra la situazione attuale è quella dei 50 anni precedenti?? perché onestamente io non ho notato nulla di diverso. piuttosto questi signori così orgogliosi della piazza, dove erano quando venivano estorti i lavoratori per ricevere un trattamento sanitario di dubbia utilità e altrettanto dubbia sicurezza?? come mai non si sono interessati di tutelare il diritto al lavoro e la dignità umana di tutti quelli che non hanno ceduto al ricatto estrorsivo della suddetta politica sanitaria???