Sanità pubblica in sciopero domani, Cimo e Fesmed a Roma

il 5 dicembre per protestare contro la manovra finanziaria del Governo

Sanità pubblica in sciopero domani, Cimo e Fesmed a Roma

Sanità pubblica in sciopero – Cimo Umbria e la Federazione Cimo-Fesmed Umbria si uniranno ai camici bianchi di tutta Italia il 5 dicembre per partecipare allo sciopero nazionale a Roma. Questo sit-in di protesta, intitolato “La sanità pubblica non si svende, si difende”, mira a manifestare contro la manovra finanziaria decisa dal Governo.

Marco Coccetta, segretario regionale di Cimo Umbria, sottolinea l’importanza di un’azione decisa a sostegno del Servizio sanitario nazionale. Secondo Coccetta, è fondamentale agire ora, prima che sia troppo tardi, per rispondere alle richieste dei cittadini e dei pazienti.

La presidente della Federazione Cimo-Fesmed regionale, Cristina Cenci, evidenzia come la carenza cronica di medici, dirigenti sanitari e risorse economiche stia seriamente minando la sanità nazionale e umbra.

Dall’Umbria, due pullman partiranno in direzione Roma: uno da Perugia alle ore 7.30 dal piazzale Centova, nei pressi di Uci Cinema, e l’altro da Terni alle ore 8 dal parcheggio adiacente all’ospedale e all’università.

Il depauperamento del Sistema sanitario nazionale è in atto da troppi anni. L’emergenza pandemica ha evidenziato tutte le criticità che il sindacato aveva da tempo denunciato alle Istituzioni preposte al governo della sanità, sia a livello nazionale che regionale.

Nonostante tagli, promesse non mantenute e difficoltà insormontabili, i medici hanno sempre messo al servizio del cittadino utente tutta la loro professionalità, con sacrificio e abnegazione. Ma il quadro generale che si è creato impone un’azione decisa a difesa del Servizio sanitario pubblico.

Cimo Umbria, oltre a stare al fianco dei medici, è soprattutto accanto ai pazienti che ogni giorno affollano le corsie d’ospedale. Per rispondere alle loro esigenze, occorrono risorse e programmazione. Cimo è stata e sarà sempre disponibile al dialogo e alla massima collaborazione con gli enti preposti, ma adesso è giusto far sentire anche la loro voce dalle piazze di tutta Italia.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*