Villa Compresso, un libro racconta la lotta alla poliomielite

Villa Compresso, un libro racconta la lotta alla poliomielite

Mauro Bifani ricostruisce la storia del centro medico sociale

Da residenza signorile a luogo dedicato alla cura, alla riabilitazione e al recupero delle persone colpite dalla poliomielite. La storia di Villa Compresso e della sua profonda trasformazione nel corso del Novecento torna al centro della memoria cittadina attraverso il nuovo libro di Mauro Bifani, che sarà presentato sabato 12 settembre 2026 alla Società del Gotto di Perugia.

L’appuntamento è fissato alle 17.30 nella sede di via Enrico dal Pozzo 47, nel quartiere di Porta Pesa. Al centro dell’incontro ci sarà il volume “Villa Compresso da residenza signorile a Centro Medico Sociale per il recupero dei poliomielitici”, pubblicato da Futura Libri con la prefazione di Lorenza Pesaresi.

L’opera ricostruisce una pagina della storia sanitaria e sociale perugina attraverso le vicende di un complesso che, dopo essere stato per lungo tempo una dimora padronale, assunse una funzione completamente differente, diventando un luogo dedicato all’assistenza e alla riabilitazione.

La trasformazione della storica villa

Il lavoro di Bifani segue l’evoluzione della tenuta di Compresso e il cambiamento della sua destinazione nel corso del Novecento.

Alla dimensione originaria di residenza signorile subentrò quella di struttura sanitaria e sociale. Villa Compresso divenne infatti un Centro Medico Sociale destinato al recupero dei poliomielitici, assumendo un ruolo legato alle necessità assistenziali determinate dalla diffusione della malattia.

La struttura fu destinata alla riabilitazione fisica e al percorso di integrazione delle giovani persone colpite dalla poliomielite. Una trasformazione che modificò profondamente non soltanto l’utilizzo degli edifici, ma anche il significato sociale dell’intero complesso.

Il passaggio dalla funzione privata della dimora a quella collettiva del centro medico rappresenta uno dei punti centrali del volume.

Bifani ricostruisce questa evoluzione attraverso un percorso documentario nel quale architettura, medicina e storia sociale si intrecciano, riportando l’attenzione su una realtà che ha rappresentato un riferimento per il territorio umbro.

Cure e integrazione al centro dell’esperienza

La storia raccontata nel libro non riguarda soltanto gli edifici. Al centro ci sono soprattutto le persone che hanno attraversato Villa Compresso e le attività sviluppate al suo interno.

Il Centro Medico Sociale nacque per rispondere alle esigenze di chi aveva subito le conseguenze della poliomielite, affiancando alle cure e alla riabilitazione fisica una particolare attenzione all’integrazione e alla dignità personale.

È proprio questa dimensione umana a trasformare la ricostruzione storica in un racconto più ampio della società dell’epoca.

La vicenda di Villa Compresso consente infatti di osservare come una struttura nata con una funzione completamente diversa sia stata adattata alle necessità sanitarie e sociali del Novecento.

Il volume recupera così una memoria che appartiene non soltanto alle persone direttamente coinvolte, ma anche alla comunità perugina e alle famiglie che conservarono nel tempo il ricordo dell’esperienza vissuta nel centro.

Alla Società del Gotto la presentazione del volume

La presentazione di sabato 12 settembre sarà ospitata dalla Società del Gotto, realtà radicata nel quartiere di Porta Pesa.

A moderare l’incontro sarà la giornalista Rita Boini, socia della stessa associazione.

Accanto all’autore interverranno Pietro Sampaoli, presidente dell’Associazione Monti del Tezio, Fabio Versiglioni, editore di Futura Libri, e Lorenza Pesaresi, socia della Società del Gotto e autrice della prefazione al volume.

Gli interventi consentiranno di approfondire il contesto storico nel quale si colloca l’esperienza di Villa Compresso e il lavoro compiuto per recuperarne documenti, vicende e testimonianze.

La presentazione non sarà quindi soltanto un appuntamento editoriale. L’obiettivo è riportare all’attenzione pubblica una parte della storia locale attraverso il confronto fra ricerca, memoria personale e testimonianza.

Le voci di chi conserva quella memoria

Una parte significativa dell’incontro sarà infatti affidata alle testimonianze dirette.

Interverranno Edda Patat, Francesca Bondi, Mirco Caini, Carla Bianchi e Simone Bifani, portando esperienze e ricordi collegati alla vita del centro e alle persone che vi operarono o furono coinvolte nella sua attività.

Le testimonianze permetteranno di affiancare alla ricostruzione documentaria proposta nel libro una dimensione personale, composta da episodi e frammenti di vita vissuta.

Il racconto di Villa Compresso diventa così anche quello delle persone che vi hanno trascorso una parte della propria esistenza, di chi vi ha lavorato e delle famiglie che continuano a custodirne la memoria.

Sono proprio queste voci a consentire di ricostruire non soltanto l’organizzazione del centro, ma anche il clima umano che accompagnava i percorsi di cura e riabilitazione.

Un collegamento direttamente con Villa Compresso

Uno dei momenti più significativi della giornata sarà il collegamento da remoto con la struttura di Villa Compresso.

La sala della Società del Gotto sarà così idealmente collegata con il luogo protagonista del volume, creando un ponte fra Porta Pesa e la collina perugina.

Il collegamento permetterà di riportare simbolicamente il racconto all’interno degli spazi nei quali quella storia si è svolta.

La scelta rafforza l’impostazione dell’iniziativa: non limitarsi alla presentazione di una pubblicazione, ma utilizzare il libro come strumento per recuperare e condividere una memoria collettiva.

Dal patrimonio architettonico alla memoria sociale

La vicenda di Villa Compresso rappresenta infatti un esempio di come la storia di un edificio possa diventare parte della storia sociale di un territorio.

La trasformazione della residenza signorile in Centro Medico Sociale per il recupero dei poliomielitici modificò radicalmente il rapporto fra il complesso e la comunità.

Gli ambienti originariamente destinati alla vita privata assunsero una funzione sanitaria e assistenziale. Intorno alla struttura si svilupparono esperienze professionali, familiari e personali che il lavoro di Mauro Bifani cerca ora di ricomporre e conservare.

Il volume consente quindi di leggere Villa Compresso attraverso più prospettive: quella architettonica della dimora, quella sanitaria del centro riabilitativo e quella umana delle persone che ne hanno vissuto direttamente l’esperienza.

Sabato 12 settembre, dalle 17.30, queste diverse memorie torneranno a incontrarsi alla Società del Gotto, attraverso il libro, gli interventi dei relatori, le testimonianze e il collegamento con Villa Compresso. Un appuntamento dedicato alla ricostruzione di una pagina della storia perugina nella quale un’antica residenza cambiò funzione per diventare un luogo di assistenza e recupero per le persone colpite dalla poliomielite.

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