Vaccini, basta dittatura e no al green pass, la Resistenza è cominciata, sit-in, fiaccolate e presidi a Roma la protesta

Sit-in, fiaccolate e presidi a Roma la protesta Green pass obbligatorio, le manifestazioni di protesta

Vaccini, basta dittatura e no al green pass, la Resistenza è cominciata, sit-in, fiaccolate e presidi a Roma la protesta
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Vaccini, basta dittatura e no al green pass, la Resistenza è cominciata, sit-in, fiaccolate e presidi a Roma la protesta

da Romatoday

Il tam tam su Telegram, in gruppi denominati “Basta dittatura” e “No al green pass”, la lista delle città che si allunga, i commenti sempre più infuocati: anche a Roma si accende la protesta di piazza contro l’istituzione dell’obbligo di green pass a partire dal 6 agosto, un provvedimento che conferma la linea del governo nei giorni in cui aumentano i casi e i focolai di coronavirus. E cioè, senza vaccino, tampone negativo o guarigione accertata, la vita sociale va necessariamente limitata per evitare altre chiusure.

Il premier Mario Draghi lo ha detto senza mezzi termini giovedì sera, aggiungendo che “l’appello a non vaccinarsi è un appello a morire”. E con l’ufficializzazione del green pass obbligatorio le proteste dei giorni scorsi hanno iniziato a montare, culminando in una serie di manifestazioni.

Green pass obbligatorio, le manifestazioni di protesta

La prima, quella che in queste ore gira maggiormente soprattutto su Telegram, è quella che su Facebook viene promossa sulla pagina “No green pass adesso basta” e che sarebbe spinta dal “Movimento nazionale no green pass”. Convocata per sabato 24 luglio in decine di città italiane, nell’elenco vi campeggia anche Roma: appuntamento alle 17.30 in piazza del Popolo per protestare contro l’obbligo della certificazione verde.

Il gruppo Terapia domiciliare C-19, che include “cittadini e medici che si sono mobilitati su Facebook per chiedere la terapia domiciliare tempestiva del covid19 in ogni regione” ha invece organizzato una manifestazione contro il green pass obbligatorio per il 27 luglio alle 12.30 davanti alla sede del Ministero della Salute, in lungotevere Ripa, “per consegnare le sottoscrizioni della petizione indirizzata a Speranza e chiedere la partecipazione dei medici del consiglio scientifico del comitato nella revisione dei protocolli di cura domiciliare”.

Altra manifestazione è stata organizzata per il 28 luglio, questa nuovamente in piazza del Popolo, con un sit-in e una fiaccolata promossi con lo slogan “Liberi di scegliere”.

 
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