Sindacati lanciano raccolta fondi nel settore agroalimentare
Le sigle sindacali del comparto agroalimentare in Umbria hanno avviato una campagna di solidarietà senza precedenti per portare aiuto alla popolazione di Gaza. L’iniziativa, denominata ‘Pane per Gaza’, prevede che i lavoratori del settore possano destinare il corrispettivo economico di un’ora di attività alle popolazioni colpite dal conflitto.
Secondo quanto riportato da AVInews, l’annuncio è stato dato dai responsabili regionali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil – Simone Dezi, Luca Turcheria e Daniele Marcaccioli – che hanno illustrato mercoledì le modalità operative del progetto. La situazione nella Striscia viene descritta come drammatica: meno del cinque per cento dei terreni coltivabili risulta utilizzabile e la produzione di cibo è praticamente azzerata, mentre gli aiuti stentano a raggiungere chi ne ha bisogno.
L’obiettivo della mobilitazione è raccogliere risorse da destinare all’acquisto di generi alimentari e al sostegno delle attività umanitarie già operative sul territorio palestinese. I fondi confluiranno direttamente al Patriarcato latino di Gerusalemme, retto da monsignor Pierbattista Pizzaballa, oltre che a Emergency e Save The Children, organizzazioni impegnate nell’assistenza alla popolazione civile.
Il meccanismo prevede la donazione volontaria da parte dei dipendenti delle aziende del settore agroalimentare umbro, attraverso moduli specifici distribuiti dalle organizzazioni sindacali nei luoghi di lavoro. Ma la chiamata alla mobilitazione non si rivolge soltanto ai lavoratori: anche le imprese e le associazioni datoriali sono invitate a partecipare, versando una quota equivalente a quella raccolta tra i propri collaboratori.
In Umbria operano diverse migliaia di addetti nel comparto, distribuiti tra realtà come Nestlé, Colussi, Gruppo Grifo Agroalimentare, Eskigel, Deltafina, oltre alle aziende di imbottigliamento di Sangemini e Nocera Umbra, l’Agenzia forestale regionale e i Consorzi di bonifica. Proprio presso queste strutture partiranno nelle prossime ore le campagne informative con distribuzione di materiale illustrativo.
I tre sindacati metteranno a disposizione anche contributi propri per rafforzare l’impatto dell’iniziativa. Le somme raccolte verranno poi trasferite dalle strutture nazionali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil direttamente ai soggetti attivi nei progetti di assistenza, garantendo trasparenza nella gestione delle risorse.
Secondo i promotori, nel mondo del lavoro umbro c’è grande sensibilità verso la tragedia che si sta consumando in Medio Oriente. La risposta dei lavoratori, spiegano i dirigenti sindacali, dimostra la volontà di non restare spettatori passivi di fronte a eventi che coinvolgono intere popolazioni civili. L’auspicio è che anche il versante imprenditoriale risponda con altrettanta generosità.
L’iniziativa rappresenta un tentativo di mobilitazione dal basso per sopperire a quella che viene definita un’insufficiente risposta delle istituzioni internazionali ed europee. Attraverso questo gesto concreto, il movimento sindacale intende mantenere alta l’attenzione su una crisi che ha già causato conseguenze devastanti, tra bombardamenti e carenza di beni di prima necessità.
La distribuzione dei moduli di adesione è già iniziata nelle principali realtà produttive del territorio regionale, dove i rappresentanti sindacali stanno illustrando ai lavoratori le finalità del progetto e le modalità di partecipazione. Ogni contributo, per quanto simbolico nel valore di un’ora lavorativa, mira a tradursi in un segnale tangibile di vicinanza e di impegno civile verso chi si trova in condizioni di estrema difficoltà.

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