Sindaco di Montefranco si chiude in gabbia per difendere i cani

Sindaco di Montefranco si chiude in gabbia per difendere i cani
Foto di Antonella Poma (Facebook)

Sindaco di Montefranco si chiude in gabbia per difendere i cani

Rachele Taccalozzi, sindaco di Montefranco, si è chiusa ieri dentro una gabbia del canile di Pentima, posto sotto sequestro per motivi amministrativi dall’Asl. E’ quanto riporta oggi il Corriere dell’Umbria.

Il provvedimento blocca l’adozione di 4 cani. La prima cittadina, con tanto di fascia tricolore, non uscirà fino a quando non avverrà il dissequestro. I cani sono stati sistemati provvisoriamente nel canile di Pentima, ma l’Asl lo ha posto sotto sequestro solo per motivi a presunte irregolarità amministrative.

La struttura non ha problemi ed era stata controllata alla fine dello scorso anno e non era stato trovato nulla di anomalo. I quattro cani hanno trovato dei padroni intenzionati ad adottarli, ma quando doveva avvenire la consegna tutto è stato bloccato. I 4 animali ora rischiano di perdere l’adozione.

Il sindaco ha deciso di stare con loro fino a quando la struttura non sarà dissequestrata.

Il sostegno del Movimento cinque stelle Umbria: Piena solidarietà e massima vicinanza a Rachele Tacalozzi, sindaco di Montefranco (TR), giunta all’estremo gesto di rinchiudersi in una gabbia, con tanto di fascia Tricolore, per protestare contro chi sta bloccando l’adozione di quattro cagnolini appartenenti al suo Comune.
Rachele non sta lottando solo per il benessere degli animali, ma sta da tempo affrontando con coraggio e a muso duro un intero sistema, sepolcri imbiancati e affaristi che noi stessi, da anni, cerchiamo invano di denunciare, ancora sorprendentemente senza sanzione alcuna.
La misura è più che colma: a chi giova questo perverso e inefficiente meccanismo?
Interrogheremo ancora una volta e con urgenza l’assessore Barberini per fare piena luce su questa come su altre annose vicende che molti cittadini ed associazioni sistematicamente ci segnalano, a cominciare dall’anomala morìa di cani avvenuta all’interno del sanitario della ASL Umbria 2 da luglio dello scorso anno, per proseguire con le difficoltà che si riscontrano in varie strutture per le adozioni degli animali, cosa che, oltre al benessere dei nostri amici a quattro zampe, nuoce anche alle casse pubbliche.
Per alcuni Comuni infatti tali spese rappresentano oramai un costo insostenibile. Domani informeremo dei fatti il Ministero della Sanità e, nuovamente, gli organi giudiziari preposti. Richiediamo inoltre il commissariamento del servizio veterinario della USL 2, visto che le anomalie riscontrate finora sembrano variamente ripetersi, nel silenzio assordante della Giunta regionale e nella nulla o scarsa incisività della stessa direzione generale ASL 2

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