Paola Fioroni, riconosciamo non patologia ma dignità di vita

"Partiamo dai diritti" chiede presidente Osservatorio disabilità

Paola Fioroni, riconosciamo non patologia ma dignità di vita
Paola Fioroni

Paola Fioroni, riconosciamo non patologia ma dignità di vita

Paola Fioroni – “Partiamo dai diritti, riconoscendo in ciascuna persona non la patologia, ma la propria dignità di vita e troveremo la consapevolezza che ci serve”: così la presidente dell’Osservatorio sulla Condizione delle persone con disabilità della Regione Umbria, in occasione della Giornata Mondiale della consapevolezza sull’autismo.

In occasione della quale evidenzia che “si stima ormai che un1 bambino su 100 in Italia possa presentare disturbi legati all’autismo e la ricerca, indispensabile elemento di crescita nella cura e nella consapevolezza, sta evolvendo dal punto di vista della genetica e dell’individuazione di associazioni di patologie e comorbilità”.

“Sul versante nazionale – sostiene Paola Fioroni – il ministro per le disabilità, Alessandra Locatelli, sta facendo un punto con le Associazioni nazionali rispetto lo stato di attuazione della legge ‘134 del 2015’, ‘Disposizioni in materia di diagnosi, cura e abilitazione delle persone con disturbi dello spettro autistico e di assistenza alle famiglie’, mentre le Regioni vengono dotate di fondi per la realizzazione di progetti specifici.

L’Umbria avrà una propria ed importante dotazione di risorse che dovranno servire per migliorare la condizione di vita delle persone e delle famiglie. Ma solo se attenzioneremo la persona ed il suo progetto di vita potremo garantire appropriatezza ed assistenza, che non è solo sanitaria, ma anche sociale in una integrazione ineludibile in un momento epocale come questo. Considerare a tutto tondo la persona non vuol dire infatti, riconoscere solo i bisogni di salute e l’importanza dei percorsi terapeutici e riabilitativi, ma soprattutto inserirli in un progetto complessivo che si prenda cura dell’interezza della persona e delle sue aspettative, dei suoi desiderata e di quelli della famiglia.

Bisogna quindi, conoscere e riconoscere in ognuno quel talento che possa funzionare come elemento di valorizzazione nella società perché la disabilità si contrasta agendo sull’ambiente, creando progetti di vita condivisi, partecipati e globali per l’inclusione reale di ognuno in ogni dimensione, scuola, lavoro, sport, tempo libero”.
La presidente Fioroni ha evidenziato che “i disturbi dello spettro autistico riguardano la sfera del neurosviluppo che coinvolge linguaggio, socialità e comunicazione e le persone con questa patologia hanno scontato nel tempo un ritardo nel riconoscimento del loro problema anche per la varietà di manifestazioni”. “Al contrario – prosegue -, una diagnosi precoce diventa fondamentale per poter intervenire in maniera efficace sulle diverse componenti di compromissione, o meglio di diversità di funzionamento, così come è essenziale la continuità dell’attenzione anche in età adulta”.

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