Negazione dei diritti umani e di cura, il Conpal protesta ancora, anche a Perugia
Negazione dei diritti umani e di cura nelle RSA/RSD/RSP. Disattesi gli impegni assunti dal Ministero della Salute nell’incontro del 30 marzo. Le persone disabili e anziane malate croniche peggiorano e muoiono nell’isolamento e trascuratezza; i parenti, le associazioni e le lavoratrici tornano a mobilitarsi il 30 maggio 2022, insieme al CONPAL (Coordinamento Nazionale Parenti Associazioni e Lavoratrici/ori). Lo faranno nelle città di Torino, Milano, Venezia, Bologna, Perugia, Roma e Firenze. A Perugia l’appuntamento sarà alle ore 10 sotto il palazzo della Regione.
Dopo la mobilitazione nazionale del 30 marzo, nessuno degli impegni presi dal Sottosegretario Andrea Costa è stato concretizzato.
Nonostante: il Senato abbia votato all’unanimità una risoluzione sulla tutela dei diritti; il Garante Nazionale dei diritti delle persone private delle libertà e persino il Papa abbiano espresso la loro preoccupazione, nonostante l’organismo europeo per la prevenzione delle torture abbia recentemente visitato due RSA italiane, nelle strutture sanitarie assistenziali (RSA/RSD/RSP) non è cambiato praticamente nulla.
LA DISCREZIONALITÀ LASCIATA DAL GOVERNO ALLE DIREZIONI SANITARIE STA CREANDO ISOLAMENTO, INCURIA E AGGRAVAMENTO DELLE PATOLOGIE.
Le persone disabili, anziane e malate croniche, che si trovano all’interno delle strutture, continuano a non vedere rispettati i loro Diritti Umani e di Cura (art.32 della Costituzione; Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità). La situazione è di allarmante isolamento e abbandono.
• Le visite continuano ad essere ostacolate: orari ristrettissimi, non possibili nel sabato e la domenica e nei festivi, praticamente impraticabili per chi lavora e solo per meno di un’ora;
• Molti parenti sono discriminati e non possono vedere i propri familiari neanche con un tampone negativo. In questo momento in Italia, con un tampone negativo è possibile fare davvero tutto, tranne che vedere un proprio parente in RSA! Si tratta di discriminazione.
• Per coloro a cui le visite sono possibili solo con tampone, i costi non sono più sopportabili. Anche questo limita sostanzialmente la possibilità di visita di molti, per questo chiediamo, come in altri paesi più civili, che i tamponi siano gratuiti per chi deve effettuare visita.
•Le terapie ridotte all’osso o completamente assenti. Il personale denuncia di non poter prestare adeguata assistenza per le condizioni disumane ed eccessivi carichi di lavoro, derivanti dal così detto “minutaggio”: sistema con cui viene calcolato il tempo giornaliero per figura professionale da dedicare ad ogni ricoverato, che non tiene conto delle mille “variabili ” umane, tenerezza, affetto, compagnia, dialogo. Può succedere che non si abbia il tempo per imboccare tutti coloro che ne hanno bisogno, non ci si può fermare al capezzale di una persona che soffre e che magari sta morendo. L’immagine del clima familiare che il privato “vende” sui suoi siti internet viene così squarciata da una realtà ben differente, fatta di trascuratezza e profonda depressione.


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