Negazione dei diritti umani e di cura, Conpal protesta anche a Perugia

Negazione dei diritti umani e di cura, Conpal protesta anche a Perugia

Negazione dei diritti umani e di cura, Conpal protesta anche a Perugia

Le persone disabili e anziane malate croniche peggiorano e muoiono nell’isolamento e trascuratezza; i parenti, le associazioni e le lavoratrici sono tornati in piazza insieme al CONPAL (Coordinamento Nazionale Parenti Associazioni e Lavoratrici/ori). Lo hanno fatto nelle città di Perugia, Torino, Milano, Venezia, Bologna, Roma e Firenze. A Perugia l’appuntamento è stato sotto il palazzo della Regione.

Dopo la mobilitazione nazionale del 30 marzo, nessuno degli impegni presi dal Sottosegretario Andrea Costa è stato concretizzato. Nonostante il Senato abbia votato all’unanimità una risoluzione sulla tutela dei diritti; il Garante Nazionale dei diritti delle persone private delle libertà e persino il Papa abbiano espresso la loro preoccupazione, nonostante l’organismo europeo per la prevenzione delle torture abbia recentemente visitato due RSA italiane, nelle strutture sanitarie assistenziali (RSA/RSD/RSP) non è cambiato praticamente nulla.

Le persone disabili, anziane e malate croniche, che si trovano all’interno delle strutture, continuano a non vedere rispettati i loro Diritti Umani e di Cura. La situazione è di allarmante isolamento e abbandono.

• Le visite continuano ad essere ostacolate

Orari ristrettissimi, non possibili nel sabato e la domenica e nei festivi, praticamente impraticabili per chi lavora e solo per meno di un’ora;

• Molti parenti sono discriminati e non possono vedere i propri familiari neanche con un tampone negativo. In questo momento in Italia, con un tampone negativo è possibile fare davvero tutto, tranne che vedere un proprio parente in RSA! Si tratta di discriminazione.

• Per coloro a cui le visite sono possibili solo con tampone, i costi non sono più sopportabili. Anche questo limita sostanzialmente la possibilità di visita di molti, per questo chiediamo, come in altri paesi più civili, che i tamponi siano gratuiti per chi deve effettuare visita.

•Le terapie ridotte all’osso
 o completamente assenti. Il personale denuncia di non poter prestare adeguata assistenza per le condizioni disumane ed eccessivi carichi di lavoro, derivanti dal così detto “minutaggio”: sistema con cui viene calcolato il tempo giornaliero per figura professionale da dedicare ad ogni ricoverato, che non tiene conto delle mille “variabili ” umane, tenerezza, affetto, compagnia, dialogo. Può succedere che non si abbia il tempo per imboccare tutti coloro che ne hanno bisogno, non ci si può fermare al capezzale di una persona che soffre e che magari sta morendo. L’immagine del clima familiare che il privato “vende” sui suoi siti internet viene così squarciata da una realtà ben differente, fatta di trascuratezza e profonda depressione.

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