La storia di Lucia Cuccolini medico in prima linea a Madrid

 
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La storia di Lucia Cuccolini medico in prima linea a Madrid

Emergenza Coronavirus. Martedì 7 Aprile 2020. Dichiarazione del sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta: “Aggiorniamo la situazione con il dato di un solo positivo. All’ospedale di sono 42 ricoverati di cui 7 in terapia intensiva. Abbiamo firmato un’ordinanza per estendere l’uso di dispositivi di protezione del naso e della bocca a tutti i luoghi pubblici ed aperti al pubblico per uscire prima possibile da questa emergenza”.

L’ordinanza, pubblicata oggi e in vigore fino alla fine dell’emergenza, estende l’obbligo di adottare dispositivi per la protezione delle vie aeree per chi accede a negozi o servizi pubblici ad ogni luogo pubblico o aperto al pubblico, cioè “ogni volta ci si rechi fuori dall’abitazione per proteggere se stesso e altri dal contagio, utilizzando idonee protezioni per bocca e naso.

Per protezione l’ordinanza intende mascherine ma anche altre soluzioni, come sciarpe o foulard, che coprano naso e bocca. La violazione di tale disposizione è sanzionata. “Da domani, mercoledì 8 aprile 2020, iniziamo la distribuzione dei buoni spesa – continua il sindaco –

Ad oggi abbiamo oltre 400 richieste e 12 operatori del comune che raccolgono le istanze e danno informazioni ai cittadini tutti i giorni dalle 8,00 alle 20.00. I buoni non risolvono i problemi economici ma sono un tentativo di aiutare chi ha più difficoltà. Quindi chi non è in tale situazione, si astenga da richiederli.

Voglio sottolineare anche l’impegno di un medico tifernate, Lucia Cuccolini, figlia di un ex consigliere comunale e dirigente scolastico, Roberto Cuccolini, che attualmente è in prima linea nei reperti Covid dell’ospedale di Madrid.

La salutiamo e apprezziamo molto il suo impegno all’estero dove i nostri giovani si fanno notare per il loro senso del dovere e di solidarietà umana”.

Lucia ha 35 anni, ha frequentato il Liceo Plinio il Giovane di Città di Castello e si è laureata in Medicina, con il massimo dei voti, presso l’università degli studi di Perugia, nel marzo 2011 e da gennaio 2012 si è trasferita a Madrid dove ha preparato l’accesso alla specializzazione, superato il quale nel gennaio 2013 è entrata in specializzazione.

Terminata la specializzazione nel 2017 stata chiamata a lavorare nel centro di salute dove tutt’ora lavora. Infine il sindaco conclude “C’è stata un’altra donazione alla Muzi Betti da parte di attempati giovanotti della classe 1958.

Ho rinnovato l’invito a monitorare la nostra residenza assistita in modo molto accurato perché è un contesto critico.

I nostri cittadini positivi sono 91, ben al di sotto dei dati che oggi qualche giornale pubblica ma questa è una storia non decisiva. Concludo invitando ancora alla prudenza e a rispettare le regole con senso di responsabilità”.

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