Educare all’affettività per fermare i femminicidi

Educare all’affettività per fermare i femminicidi

Bistocchi: “Serve coraggio istituzionale, non pregiudizi”

A due anni dall’omicidio di Giulia Cecchettin, la presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Sarah Bistocchi, rilancia un appello forte e diretto: “Serve un cambio di passo da parte delle Istituzioni. Non possiamo più temere – o peggio, osteggiare – l’educazione al rispetto, alla sessualità e all’affettività”.

Il suo intervento arriva nel giorno dell’anniversario di uno dei casi più sconvolgenti di femminicidio degli ultimi anni: Giulia Cecchettin, 22 anni, fu uccisa con 75 coltellate dall’ex compagno, pochi giorni prima della laurea. “All’epoca – ricorda Bistocchi – si parlava di scomparsa, ma in fondo sapevamo tutti come sarebbe finita. E oggi, quel dolore si è trasformato in impegno”.

Un impegno che ha preso forma anche grazie al padre di Giulia, Gino Cecchettin, che ha scelto la via della costruzione, rinunciando a chiedere pene più severe per l’assassino della figlia, per dedicarsi invece alla Fondazione Cecchettin, nata per promuovere cultura del rispetto e prevenzione.

Bistocchi sottolinea che in Italia una donna ogni tre giorni viene uccisa da chi sostiene di amarla. “Chi parla ancora di delitti passionali – afferma – confonde l’amore con il possesso. Le passioni autentiche non uccidono, abbracciano”.

La presidente, anche coordinatrice nazionale per le pari opportunità nella Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative, ribadisce che educare alle emozioni e alle relazioni non è un tema divisivo, ma un fondamento della convivenza civile. “Non possiamo più permettere che il rispetto delle differenze venga trattato come un tabù. È tempo che le Istituzioni si assumano la responsabilità di guidare questo cambiamento”.

Il suo appello si rivolge a chi ha ruoli di rappresentanza pubblica: “Chi ha l’onore e l’onere di rappresentare lo Stato deve avere il coraggio di rompere il silenzio e agire. Non possiamo più aspettare il prossimo nome da ricordare”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*