Covid-19 e incompatibilità con isolamento prevedere azioni specifiche

 
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Covid-19 e incompatibilità con isolamento prevedere azioni specifiche

Covid-19 e incompatibilità con isolamento prevedere azioni specifiche

“Servono azioni mirate e specifiche, come avvenuto nelle altre regioni italiane, per tutte quelle persone affette da disturbi e patologie incompatibili con una lunga e forzata permanenza in luoghi chiusi”. È quanto dichiara il capogruppo regionale del Partito democratico, Tommaso Bori, che annuncia la presentazione di un’interrogazione a riguardo. “Nello spirito di piena e leale collaborazione che ha caratterizzato la nostra azione politica e istituzionale fin dal primo giorno dell’emergenza sanitaria – spiega Bori -, nella speranza che la Presidente attivi un luogo di ragionamento comune e scelte condivise, noi continueremo a dare il nostro contributo. L’isolamento sta mettendo alla prova il tessuto economico e sociale della nostra regione.

IN SINTESI'
Il capogruppo regionale del Partito democratico, Tommaso Bori, annuncia la presentazione di una interrogazione per “prevedere azioni specifiche contro l’isolamento di persone affette da disturbi dello spettro autistico”. Per Bori ci sono “disturbi e patologie incompatibili con una lunga e forzata permanenza in luoghi chiusi: sono necessarie uscite finalizzate soprattutto al contenimento dell’aggressività, contro se stessi e gli altri”.

La lunga permanenza nelle proprie abitazioni, disposta per limitare il contagio da Covid-19, è una delle misure imprescindibili che sta riuscendo a bloccare i contagi e quindi ci permetterà di uscire da questa emergenza sanitaria. Tale richiesta di isolamento però spesso risulta addirittura incompatibile con le persone affette da disturbi del neurosviluppo, come quelli dello spettro autistico e con problematiche legate alla salute mentale che rende necessario un supporto ravvicinato. Per questo tipo di patologie infatti risultano necessarie uscite finalizzate soprattutto al contenimento dell’aggressività, contro sé stessi e gli altri”. “Iniziative di questo tipo – continua Bori – sono già state prese da Regioni come Lombardia, Veneto, Marche, Sardegna, Abruzzo, Emilia Romagna e Campania attraverso ordinanze che hanno permesso a nuclei familiari che hanno figli o parenti o affini affetti da queste patologie, di potersi spostare anche oltre il territorio comunale, sempre ovviamente protetti da dispositivi di sicurezza.

Anche l’Umbria deve muoversi in tal senso, accogliendo le sollecitazioni sia degli operatori del settore e sia delle famiglie che delle associazioni del settore, dedite alla cura e all’assistenza di persone affette da disturbi pervasivi dello spettro autistico – conclude Bori – affinché la condizione di isolamento, da tutela della salute non diventi per alcuni insostenibile”.

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