Amministrazione comunale di Perugia si dimentica della polizia penitenziaria

 
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Ennesima giornata di follia e violenza nel carcere di Capanne

Amministrazione comunale di Perugia si dimentica della polizia penitenziaria

“Non avere invitato il Corpo di Polizia Penitenziaria che lavora nel carcere di Capanne alla cerimonia di qualche giorno fa non è solamente una incredibile dimenticanza ma uno sgarbo istituzionale irrispettoso verso gli appartenenti ad un Corpo di Polizia dello Stato che ogni giorno fronteggiano, 24 ore al dì, le costanti tensioni nella dura e difficile realtà penitenziaria perugina. Il carcere, è bene che Sindaco e Giunta comunale lo sappiano, non è un corpo estraneo del tessuto cittadino ma ne è parte integrante. E chi in esso lavora con la gloriosa divisa della Polizia Penitenziaria merita rispetto e riconoscenza al pari delle altre Forze dell’Ordine che lavorano nella nostra bella città”.

Dura presa di posizione di Fabrizio Bonino, segretario nazionale per l’Umbria del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, dopo la cerimonia di qualche giorno fa nella sala dei Notari di palazzo dei Priori con cui l’amministrazione comunale ha pubblicamente espresso il proprio ringraziamento a tutte le forze dell’ordine per il lavoro svolto e l’impegno profuso durante l’emergenza Covid19.

“La Polizia Penitenziaria non c’era, nessuno l’ha inviata e questo è molto grave”, denuncia Bonino. “Durante il periodo del Covid-19 la Polizia Penitenziaria ha fatto di tutto per garantire ogni diritto ai detenuti di Capanne, compreso quello fondamentale di mantenere i contatti con i familiari che non potevano fisicamente recarsi a colloquio. Le nostre colleghe ed i nostri colleghi sono stati in servizio oltre gli ordinari turni per mantenere ordine e sicurezza in carcere ed evitare che potessero verificarsi situazioni critiche come in altre galere del Paese. L’incalzare dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 nel nostro Paese è stato infatti, molto probabilmente, l’alibi per dare corso ad una serie di proteste violente nelle carceri italiane, che hanno visto detenuti sui tetti di molti penitenziari e la commissione di una lunga serie di atti violenti. In questo contesto, gli eventi critici contro gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria sono aumentati in maniera spaventosa. Siamo passati dalle 378 aggressioni agli Agenti del primo semestre 2019 ai 502 del successivo semestre, dai 737 ai 1.119 telefonini rinvenuti e sequestrati ai detenuti, dalle 477 minacce-violenze-ingiurie alle 546, dalle 3.819 alle 4.179 manifestazioni di protestaSenza dimenticare le recenti rivolte in oltre trenta strutture detentive sull’intero territorio nazionale, con circa 60 poliziotti penitenziari feriti e contusi, 13 detenuti morti per abuso di farmaci (9 a Modena e 4 a Rieti), interi Reparti detentivi devastati, incendiati e distrutti, Agenti sequestrati, maxi evasioni, fuoco e fiamme un po’ ovunque. E tutto questo in assenza di provvedimenti utili a garantire la sicurezza e l’incolumità del personale di Polizia Penitenziaria”.

Ebbene, a fronte di tutto questo delicato e prezioso lavoro, per il Sindaco e l’Amministrazione civica di Perugia il Corpo di Polizia Penitenziaria non merita alcun riconoscimento o segno di attenzione. E’ una vergogna!”.

Bonino evidenzia che “la Polizia Penitenziaria è un Corpo di Polizia dello Stato costantemente impegnato nella salvaguardia delle vite umane e della sicurezza penitenziaria: solo per fare qualche esempio, nel carcere di Perugia i nostri Agenti hanno salvato tre detenuti che hanno tentato il suicidio ed abbiamo fronteggiato 72 casi di autolesionismo Ma potrei ricordare anche i 45 atti di colluttazione fra detenuti, 9 dei quali con feriti, che se non fosse stato per il decisivo intervento delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria avrebbero avuto conseguenze più gravi e tragiche. Tutto questo non merita l’attenzione da parte del Sindaco di Perugia e dell’Amministrazione comunale?”.

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