Addio Niccolò, scusaci se questa città non aveva spazio per te e la tua bici

Addio Niccolò, scusaci se questa città non aveva spazio per te e la tua bici

da FIAB Perugia Pedala
Un bambino in bicicletta o che corre dietro un pallone sono tra le immagini che più frequentemente associamo alla spensieratezza, alla felicità, al tempo libero delle vacanze; che un bambino trovi la morte in un momento così, rende una tragedia ancora più assurda e inaccettabile.

Sono passati alcuni giorni dal terribile lutto che ha colpito la famiglia del piccolo Niccolò, morto dopo essere stato investito da un furgone mentre si trovava in bicicletta nei pressi della sua abitazione, a Ponte Valleceppi.

La morte di un bambino è di per se un fatto tragico: che parole si possono trovare? E’ un pensiero che si fa fatica anche solo a immaginare. Possiamo solo avere un’idea di quello che sta vivendo la sua famiglia, del dolore e del vuoto provocato dalla perdita di Niccolò: come Associazione ci uniamo al cordoglio della città, della comunità di Ponte Valleceppi, degli amici e delle persone vicine, e vogliamo esprimere tutta la nostra vicinanza e il nostro affetto, sapendo che nessuna parola o gesto sarà mai sufficiente.

Questi sono i giorni del lutto e del dolore, verranno anche quelli per capire come questo sia potuto accadere: ancora non si sa come siano andati precisamente i fatti, sarà chi di competenza a dover ricostruire l’accaduto e stabilire se ci siano responsabilità precise o no.

Ma una morte così, a 11 anni, mentre ci si trova in bicicletta nei paraggi della propria casa, è troppo assurda perché venga derubricata a semplice fatalità: non vogliamo, ne dobbiamo, fermarci e accontentarci di questa spiegazione, per quanto consolatoria.

Quell’esiguo marciapiede, per di più in cattive condizioni, in cui pare stesse procedendo Niccolò con la sua bici, rappresenta più di mille parole lo spazio in cui si trovano spesso a muoversi pedoni o ciclisti, persone anziani o disabili; uno spazio residuale, in cui si vive una condizione di sudditanza più che di cittadinanza.

Lo abbiamo scritto e detto in tante occasioni, oggi lo gridiamo ancora più forte e arrabbiati: gli spazi della città vanno ridisegnati a partire proprio dai più piccoli, dai bambini e dalle bambine, dai pedoni, dalle persone anziane e disabili, da chi si muove in bici: tutti devono potersi muovere in autonomia e sicurezza.

Non c’è sicurezza possibile se le città e le strade continuano a essere concepite a uso pressoché esclusivo delle auto: le strade devono tornare a essere spazi condivisi in cui tutti, automobilisti, pedoni e ciclisti, possono circolare, e la prima condizione per cui questo avvenga è ridurre la velocità delle auto.

Niente e nessuno restituirà alla vita e all’affetto dei suoi cari il piccolo Niccolò: la sua vita spezzata in un momento di svago e gioia resterà una ferita sempre aperta per tutta la comunità cittadina; non aspettiamo però che si verifichi una nuova tragedia per cominciare, tutti/e, cittadini/e e Istituzioni, a cambiare le cose, perché morti così non devono più accadere.
Cercheremo un modo, che non sia invadente ne invasivo della sfera degli affetti, per ricordare Niccolò, ma il nostro impegno per non dimenticare questa morte assurda e atroce sarà mettere ancora più voce e forza per evitare che altri si trovino a vivere quello che oggi sta passando la sua famiglia.

Addio Niccolò, e scusaci tutti, se questa città non aveva abbastanza spazio per te e la tua bici.

FIAB Perugia Pedala

 
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