Accordo istituzionale promuove diritti e dignità sociale diffusa
A Roma è stato firmato un protocollo d’intesa che segna un passaggio di rilievo nella costruzione di un sistema di tutela più solido e inclusivo per le persone anziane e fragili. L’accordo, sottoscritto dall’avv. Laila Perciballi, Garante dei Diritti delle Persone Anziane di Roma Capitale, e dall’avv. Stefania De Canonico, presidente dell’Associazione Rete per le Fragilità APS, sancisce una collaborazione strutturata che mira a consolidare la figura del Garante in ogni città italiana. L’obiettivo è garantire protezione giuridica e sanitaria, rafforzando la consapevolezza dei diritti e la qualità delle risposte istituzionali.
La firma nasce da un percorso umano e professionale condiviso, maturato negli anni grazie alla collaborazione con il professor Paolo Cendon, giurista di riferimento nazionale sui temi della fragilità e dell’Amministrazione di Sostegno. Tale esperienza ha contribuito a radicare una visione fondata sulla centralità della persona, sull’autodeterminazione e su una tutela che non si limiti a formule astratte, ma si traduca in azioni concrete e quotidiane.
Il protocollo intende far uscire la fragilità dall’invisibilità, ponendo al centro la dignità della persona e la necessità di risposte istituzionali adeguate. Tra le aree di intervento figurano la vigilanza sui servizi, la difesa del diritto alla salute e alla domiciliarità, la prevenzione di truffe e abusi – anche digitali – e la valorizzazione delle relazioni intergenerazionali come strumento di contrasto alla solitudine e all’isolamento sociale.
Ampio spazio è dedicato alla protezione giuridica e all’autodeterminazione, attraverso attività di informazione e formazione sull’Amministratore di Sostegno e sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), strumenti che garantiscono libertà e rispetto della volontà individuale. Centrale anche la promozione del Progetto di Vita personalizzato, che riconosce il diritto dell’anziano a decidere dove e come vivere, valorizzando desideri, relazioni e contesto di vita.
L’accordo prevede inoltre iniziative di sensibilizzazione e formazione rivolte a famiglie, Terzo Settore e professionisti del mondo giuridico e socio-sanitario. L’obiettivo è costruire una rete integrata e competente, capace di rispondere in modo etico e coordinato ai bisogni della terza età e delle fragilità. In questo quadro, la figura del Garante assume un ruolo di presidio e di stimolo, favorendo un dialogo costante tra istituzioni e società civile.
La firma del protocollo rappresenta un passo significativo verso un modello di tutela fondato sulla relazione, sul tempo di cura e sulla collaborazione tra istituzioni e associazionismo. La protezione dei diritti diventa così il primo strumento di dignità e inclusione sociale, riaffermando il valore della persona al centro delle politiche pubbliche.
Il documento non si limita a fissare principi, ma individua azioni concrete: campagne di informazione per prevenire abusi, sportelli di ascolto per famiglie e anziani, percorsi formativi per operatori del settore, iniziative culturali per promuovere la solidarietà intergenerazionale. Ogni intervento è pensato per rafforzare la consapevolezza collettiva e per rendere la fragilità un tema visibile, affrontato con responsabilità e competenza.
La prospettiva è quella di un modello di welfare comunitario, in cui la tutela dei diritti non sia percepita come un favore, ma come un dovere istituzionale e sociale. La collaborazione tra Roma Capitale e Rete per le Fragilità APS si propone di diventare un esempio replicabile, capace di stimolare altre città a dotarsi di strumenti analoghi.
In un contesto in cui l’invecchiamento della popolazione rende sempre più urgente la protezione delle persone anziane, il protocollo firmato oggi a Roma assume un valore strategico. Non solo rafforza la rete di tutela, ma rilancia un messaggio di responsabilità collettiva: la fragilità non è un limite, ma una condizione che interpella la comunità intera.

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