Bonus Perugina, deputato Marchetti porta questione in Parlamento

Bonus Perugina, deputato Marchetti porta questione in Parlamento

Bonus Perugina, deputato Marchetti porta questione in Parlamento

Il problema della disoccupazione va combattuto, non accantonato perché se mal gestito a distanza di anni, poi ritorna”

ROMA – “Bonus Perugina”,  i centri per l’impiego si mettano a disposizione dei 120 addetti dimissionari per un corretto percorso di consulenza ed investimento. A chiederlo è il deputato Lega, Riccardo Augusto Marchetti, particolarmente attento alle dinamiche della nota azienda dolciaria. “Se una realtà storica come la Perugina è costretta ad applicare il “bonus di buona uscita”, vuol dire che a livello politico le scelte lassiste dei governi di sinistra, sia regionale che nazionale, non hanno prodotto buoni risultati. A mio avviso si doveva tutelare maggiormente le realtà italiane e non permettere alla multinazionali di incidere in maniera esponenziale sul mercato interno.

Dopo essere stati complice di un simile dissesto occupazione, dopo non aver inciso positivamente sulla crisi della Perugina, credo che per la Giunta Marini sia arrivato il momento di rimboccarsi le maniche e prendersi cura del futuro di circa 200, ormai ex dipendenti, che hanno aderito al bonus.

In che modo? Applicando la nuova riorganizzazione dei centri per l’impiego che l’assessore Paparelli annunciò nel 2016 senza mai applicarla e per la quale si passava da uno sterile luogo dove si consegnano i curriculum ad un vero e proprio ufficio territoriale e di consulenza. Oggi la Nestlè che fattura circa 9 miliardi di franchi svizzeri e che non ha nemmeno un approccio personale con i propri dipendenti, garantisce un ufficio di consulenza ed esperti di mercato per guidare i dimissionari, in un corretto percorso di finanziamento.

Mi chiedo dove sia la Regione Umbria, perché non garantisce consulenze territoriali con persone che sicuramente conoscono meglio l’ambiente umbro e hanno un approccio diretto con gli interlocutori, stiamo parlando di persone che hanno svolto lo stesso lavoro per decenni ed ora, per dinamiche politiche e occupazionali, sono costrette a reinventarsi. Il problema della disoccupazione va combattuto, non accantonato perché se mal gestito a distanza di anni, poi ritorna.

Sono stanco del fumo che la Regione Umbria getta negli occhi dei cittadini, come deputato farò tutto quanto in mio possesso affinché i centro per l’impiego rispettino la loro missione d’essere. Pronta un’interrogazione parlamentare sul tema”.

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