Utilizzare mascherine solo se necessario, rischio rifiuti contaminati

 
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Utilizzare mascherine solo se necessario, rischio rifiuti contaminati

Utilizzare mascherine solo se necessario, rischio rifiuti contaminati

Da un corretto utilizzo delle mascherine a quello dei guanti, dalla necessita’ di lasciare le scarpe davanti l’uscio a quella di far prendere aria sul balcone agli indumenti una volta rientrati a casa, fino al rischio che si corre ogni volta che tocchiamo una superficie potenzialmente infetta, come la tastiera di un ascensore o la semplice maniglia di una porta. In questi mesi di emergenza da Coronavirus c’e’ stata un po’ di confusione sulle misure di igiene da adottare per la sicurezza personale ma anche per quella degli altri. Per fare un po’ di chiarezza, allora, l’agenzia Dire ha intervistato l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, professore di Igiene all’Universita’ di Pisa, soprattutto per capire in che modo (ma anche per quanto tempo) cambiera’ la quotidianita’ degli italiani. “Parlare di date e’ molto complesso- ha detto Lopalco- Sicuramente dobbiamo fare i conti con una nuova quotidianita’ almeno fino a quando non sara’ disponibile un vaccino.

Possiamo pero’ ipotizzare che la durata di questa fase intermedia, che iniziera’ nel momento in cui sara’ dichiarata dal governo la famosa fase 2 fino appunto all’arrivo del vaccino, possa durare diversi mesi. E in questo tempo dobbiamo abituarci ad una nuova normalita’, fatta magari di qualche attenzione in piu’ e di un maggiore senso civico”. – Al momento l’unica arma di cui disponiamo nei confronti del virus e’ evitare il contagio.

“Per questo- ha sottolineato l’epidemiologo- dobbiamo proteggere noi stessi. Per proteggere anche gli altri ed evitare che il virus circoli, poi, abbiamo citato tante volte le mascherine, che pero’ devono essere utilizzate con criterio. Quando non servono non dobbiamo sprecarle, perche’ non abbiamo forniture infinite e hanno anche un costo”. – Ma quando servono le mascherine? “È molto semplice- risponde Lopalco alla Dire- quando siamo insieme agli altri e non possiamo garantire la distanza di sicurezza. Questa e’ una norma di buonsenso che tutti quanti dovremmo seguire”. – In commercio, intanto, esistono mascherine riutilizzabili: come possono essere igienizzate una volta indossate?

“Bisogna farsi un po’ strada tra quella che e’ diventata la ‘selva delle mascherine’- spiega l’epidemiologo- Le tipiche mascherine chirurgiche, quelle in tessuto non tessuto, non sono riutilizzabili, quindi devono essere usate una volta sola per un massimo di 4 o 5 ore, a seconda dell’utilizzo che se ne fa”. L’esperto parla quindi anche del rischio di produrre una maggiore quantita’ di rifiuti, tra mascherine e guanti, che “potrebbero addirittura essere pericolosi- sottolinea- perche’ contaminati. Quindi attenzione a questo”. Ma una cosa, secondo Lopalco, deve essere chiara ai cittadini. “Non devono usare mascherine di alto livello, come le Ffp2 o le Ffp3- prosegue- perche’ quelle devono essere riservate ad un uso professionale per gli operatori sanitari. I cittadini devono invece utilizzare le mascherine chirurgiche o che abbiano un’efficacia filtrante pari a quelle chirurgiche.

Se possono essere riutilizzate? Ni… Cerchiamo di rimetterci alle indicazioni del produttore, che devono esserci ma soprattutto devono essere chiare”. Sull’uso dei guanti lei gia’ si e’ espresso, lanciando un appello agli amministratori: “Non imponete il loro utilizzo obbligatorio perche’ se utilizzati male sono piu’ dannosi che utili”. – Allora meglio lavarsi le mani con gel disinfettanti? “Il principio e’ molto semplice- spiega l’epidemiologo- quando abbiamo i guanti non li laviamo. Per cui se i guanti sono sporchi, noi li utilizziamo come veicolo di contagio, potendo cosi’ trasferire il virus da una parte all’altra o da una superficie all’altra.

Oppure, peggio ancora, con quei guanti sporchi possiamo toccarci il viso, tentando magari di aggiustarci la mascherina, che e’ a contatto con bocca e naso, andando a contaminare la mascherina stessa. I guanti possono essere insomma non solo inutili ma anche dannosi”. Potenzialmente qualsiasi superficie, dalla tastiera dell’ascensore alla maniglia di una porta, potrebbe essere veicolo di infezione. Secondo un recente studio condotto negli Stati Uniti il rischio diminuisce notevolmente con il passare delle ore ma non si annulla se non dopo qualche giorno. Si sente di tranquillizzare gli italiani in qualche modo? “La chiave di lettura e’ nell’igiene delle mani- risponde alla Dire Lopalco- È vero che se una superficie e’ toccata da tante persone statisticamente potrebbe esserci del virus, che potrebbe resistere diverse ore. Non sappiamo quanto sia importante la carica infettante che si trova su queste superfici, ma ipoteticamente ci puo’ essere un virus e puo’ essere infettante.

Allora cosa dobbiamo fare? Laviamoci le mani, e’ molto semplice”. Interpellato in merito alle misure di igiene da adottare nell’ambiente casalingo, come lasciare le scarpe all’esterno della propria abitazione oppure far prendere aria a cappotti e altri indumenti utilizzati, Lopalco risponde: “Ci vuole sempre buonsenso. Lasciare sull’uscio scarpe e soprabiti e’ una buona prassi igienica, che evita di far entrare in casa contaminanti, virus, batteri e qualunque cosa si trovi nell’ambiente esterno. Non sappiamo se questo diminuisce il rischio di Coronavirus, pero’ e’ una buona prassi, quindi perche’ non farla…”.

Queste misure potrebbero essere adottate dagli italiani anche quando usciremo da questa emergenza? “Tutte le misure di buona prassi igienica entreranno a far parte della vita di tutti noi- commenta l’epidemiologo- e ancora una volta il fatto di lavarsi spesso le mani non servira’ soltanto per il Coronavirus, ma anche per migliorare l’igiene in generale. Il fatto di coprirsi la bocca e il naso durante la stagione invernale, quando possiamo avere dei virus respiratori, servira’ per tutte le infezioni da virus respiratori. Credo che alla fine il livello generale di buone pratiche igieniche aumentera’ nella nostra popolazione”. Un’ultima domanda, infine, che si stanno facendo moltissimi italiani: sara’ possibile andare in vacanza questa estate? “Gestire questa questa fase sara’ ovviamente compito della politica- dice Lopalco all’agenzia Dire- Anche se la curva epidemica si sara’ messa controllo, quindi anche se la prima ondata pandemica sara’ passata, questo non vuol dire che il virus e’ scomparso.

Non possiamo illuderci che a giugno, luglio e agosto il virus sia scomparso dalla popolazione italiana. Probabilmente correra’ sotto traccia e dovra’ essere sorvegliato, quindi dobbiamo prepararci ad un’estate diversa dalle altre. Ci vuole ancora un po’ di pazienza. Sono sicuro che potremo uscire di casa e potremmo farci una bella vacanza, ma quello che io mi aspetto, e che anche un po’ spero, e’ che si possa tornare al buonsenso della generazione che ci ha preceduti, in cui le vacanze si facevano con una gita fuori porta e non si andava tanto lontano”.

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