Socio-sanitario, il piano dei sindaci per il futuro umbro
ORVIETO, 9-02-26 – La ridefinizione dei servizi essenziali per il cittadino passa attraverso un documento programmatico che non ammette ulteriori attese. La Conferenza dei Sindaci della Zona Sociale 12, riunita nell’ultima seduta del 6 febbraio, ha dato il via libera a una piattaforma di riforme coraggiose destinate a confluire nel prossimo Piano regionale. Il risultato di una diagnosi profonda delle carenze strutturali che affliggono il territorio. L’obiettivo dichiarato è quello di costruire un sistema che non lasci nessuno indietro, eliminando quel divario geografico che troppo spesso penalizza chi risiede lontano dai grandi centri urbani, garantendo un accesso equo e rapido alle prestazioni mediche e assistenziali, come riporta il comunicato istituzionale del Comune di Orvieto
Il documento mette al centro il settore Socio-sanitario inteso come rete di protezione per i più vulnerabili. I sindaci chiedono un cambio di passo deciso nel supporto alla terza età, puntando massicciamente sulla domiciliarità. L’idea è quella di permettere agli anziani di restare nel proprio ambiente familiare attraverso il potenziamento dei servizi di prossimità, l’attivazione della teleassistenza e la creazione di nuovi centri diurni che possano fungere da presidi di socialità e controllo medico. Parallelamente, viene invocata una stabilità occupazionale e progettuale per l’area della disabilità: il territorio esige la prosecuzione senza interruzioni dei percorsi educativi per i minori e il rafforzamento delle strutture semiresidenziali per gli adulti, affinché ogni famiglia possa contare su un supporto istituzionale certo e professionale.
Un capitolo fondamentale del dossier è dedicato allo stato di salute del nosocomio cittadino. La Conferenza dei Sindaci ha ribadito la necessità che l’Ospedale di Orvieto sia riconosciuto non solo sulla carta, ma nei fatti, come un polo di Emergenza e Accettazione (DEA) di primo livello. Ciò implica una battaglia serrata contro la carenza di organico: la richiesta verso la Regione è perentoria riguardo alla copertura dei posti da primario attualmente vacanti e al rafforzamento dei turni in Pronto Soccorso. Il documento evidenzia come la medicina territoriale debba fare da scudo alle strutture ospedaliere, sollecitando l’apertura definitiva e a pieno regime delle Case della Comunità a Orvieto e Fabro. Solo attraverso una distribuzione capillare dei servizi di base sarà possibile svuotare le corsie dalle urgenze improprie e avviare una reale riduzione delle liste d’attesa, oggi ancora troppo lunghe per gli standard di una società moderna.
Oltre alle questioni prettamente cliniche, il documento affronta l’emergenza sociale legata alle nuove povertà e alla crisi abitativa. I sindaci propongono un modello di welfare che sappia rispondere con tempestività ai casi di violenza di genere e ai disagi delle famiglie in difficoltà economica. Per fare ciò, si chiede alla Regione di trasformare i progetti sperimentali finanziati dal PNRR e dal Fondo Sociale Europeo in interventi strutturali e permanenti. Un punto di particolare interesse riguarda il recupero degli immobili sanitari attualmente in disuso: l’istanza prevede la loro riqualificazione per scopi sociali, evitando il degrado del patrimonio pubblico e restituendo spazi vitali alla cittadinanza. La richiesta di un incontro immediato con i vertici regionali segna l’inizio di una fase negoziale serrata per far sì che le proposte orvietane diventino la spina dorsale della nuova sanità umbra.

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