La Regione potenzia la rete per ovaio utero pancreas e stomaco
FLASH NEWS – L’Umbria espande la Rete oncologica regionale avviando la definizione di quattro nuovi percorsi di assistenza dedicati alle neoplasie di ovaio, utero, pancreas e stomaco, garantendo standard omogenei e una presa in carico integrata.
Nuove linee guida per quattro patologie
Il sistema sanitario dell’Umbria compie un passaggio determinante nell’ambito dell’assistenza oncologica. Nelle giornate del 23 e 24 settembre sono riprese le attività operative incentrate sulla stesura dei nuovi Percorsi preventivo diagnostico terapeutico assistenziali, identificati con l’acronimo Ppdta. Tale piano programmatico, predisposto dalla direzione Salute e welfare della Regione Umbria, amplia in modo strutturato il modello di presa in carico specialistica introdotto nell’anno precedente, quando la copertura era stata attivata per i tumori alla mammella, al colon-retto, al polmone e alla prostata. Le quattro nuove schede cliniche interesseranno specificamente le patologie tumorali dell’ovaio, dell’utero, del pancreas e dello stomaco.
Sinergia tra professionisti sanitari
La redazione dei protocolli operative nasce da un impegno coordinato che vede coinvolti oltre cento esperti e operatori della sanità del territorio. Attraverso una programmazione serrata di tavoli tecnici, i gruppi di lavoro multidisciplinari, composti da personale proveniente dalle quattro aziende sanitarie locali, stanno delineando criteri uniformi per l’intero iter clinico. La finalità primaria risiede nell’assicurare un affiancamento costante della persona affetta da neoplasia, a partire dagli interventi di prevenzione primaria e secondaria, ove applicabili, per proseguire verso l’accertamento diagnostico tempestivo, le scelte terapeutiche, l’assistenza continua nel tempo e i successivi controlli di follow-up.
Consolidamento della rete territoriale
L’implementazione delle nuove procedure intende rafforzare la struttura della Rete oncologica regionale umbra (Ror-U). L’architettura organizzativa mira a superare la frammentazione delle prestazioni, offrendo un’assistenza integrata, equa e personalizzata vicino al domicilio degli utenti, contrastando la necessità di migrazione sanitaria verso altre regioni. Per le malattie recentemente incluse si applicano i medesimi strumenti di tutela già operativi: tra questi figurano i Gruppi oncologici multidisciplinari (Gom), deputati all’esame condiviso di ciascuna scheda clinica. A ciò si affiancano i servizi del Punto di orientamento e di ascolto locale oncologico (Polo), struttura per l’accoglienza, e il Codice identificativo di percorso (Cip), strumento utile al monitoraggio digitale diretto dell’iter di cura e dei relativi tempi di attesa.
L’impegno delle istituzioni regionali
Sulla portata del progetto si è espressa la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, la quale ha ribadito l’obiettivo strategico di garantire ad ogni cittadino un accesso immediato a trattamenti di elevata qualità, valorizzando l’integrazione tra strutture ospedaliere d’eccellenza e presidi sanitari territoriali per creare una comunità clinica coesa. Contestualmente, la direttrice regionale alla Salute e welfare, Daniela Donetti, ha precisato come l’estensione dell’offerta a ovaio, utero, pancreas e stomaco integri il lavoro già svolto per mammella, colon-retto, polmone e prostata, ponendo la persona al centro del processo assistenziale, dal primo sospetto clinico fino al termine delle cure.

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