Trattamento sanitario obbligatorio, Tso, una vera emergenza sociale

Trattamento sanitario obbligatorio, Tso, una vera emergenza sociale

Creare un pronto soccorso psichiatrico presso l’ospedale di Perugia, iniziare una serie di audizioni al fine di attivare un tavolo istituzionale a cui prendano parte la delegazione Rsu (Cgil, Uil e Cisl), il comandante della polizia municipale, Nicoletta Caponi, il sindaco di Perugia, Andrea Romizi, gli assessori della Regione Umbria alla sanità, alle politiche alla sicurezza urbana e alla polizia locale, rispettivamente Luca Barberini, Fabio Paparelli e Antonio Bartolini, il direttore generale dell’azienda ospedaliera di Perugia, Emilio Duca, e il direttore dell’Asl 1, Andrea Casciari.

Sono le decisioni prese durante la seduta della IV commissione consiliare, che si è svolta martedì 3 aprile, e che ha visto la discussione dell’ordine del giorno del consigliere comunale Carmine Camicia sull’attivazione di un tavolo tra tutti i soggetti interessati per le procedure del Trattamento sanitario obbligatorio.

“La commissione ha fatto propria la mia proposta – ha spiegato il consigliere Camicia – e durante la discussione, a cui hanno partecipato anche una rappresentanza delle Rsu e il comandante Caponi, sono state evidenziate le criticità in cui si opera in presenza di un caso di Tso: la carenza di posti letto nel reparto spdc (servizio psichiatrico di diagnosi e cura) e un aumento di soggetti che danno in escandescenza”.

Mancano posti letto

Solo nel 2017 i casi di Tso sono stati 141, ma la maggior parte dei pazienti per mancanza di posti letto è stata trasferita in altre regioni italiane. “L’aumento dei casi di Tso ci deve far riflettere – ha aggiunto Camicia –, si tratta di una vera e propria emergenza sociale e le istituzioni devono essere più sensibili sull’argomento. È stato appreso, inoltre, come questi pazienti vengano seguiti parzialmente dai centri di salute mentali (csm) nonostante sia di loro competenza. Spesso, infine, le patologie gravi, come l’anoressia, a seguito di tso vengono curate nel reparto spdc e non in altri reparti. Ecco la necessità di creare un pronto soccorso psichiatrico in grado di trasferire i pazienti con patologie diverse nei reparti adeguati alle cure del caso”. Si è discusso, inoltre, anche di un altro ordine del giorno, sempre del consigliere Camicia e recepito dalla commissione, riguardo l’emergenza ictus.

L’ictus è la seconda patologia, dopo l’arresto cardiaco, che porta o alla morte o all’invalidità anche totale – ha sottolineato Camicia –, colpisce le persone in età lavorativa tra i 40 e i 65 anni e per questo motivo è importante il percorso di recupero del paziente che deve essere eseguito da figure specializzate (fisiatra, logopedista, fisioterapista, neurologo). Figure queste che non sono presenti nel reparto Stroke unit dell’ospedale.

Sono pochi i posti letto

Così come pochi sono i posti letto, meno di venti, e spesso i pazienti vengono tenuti nei corridoi. Proprio per queste ragioni è stato deciso di attivare un tavolo istituzionale a Palazzo dei Priori che coinvolga il sindaco Romizi, in quanto rappresentante della salute pubblica, l’assessore Barberini, il direttore dell’azienda ospedaliera di Perugia, il direttore dell’Asl 1 e i medici dello stesso reparto. E di attivare una campagna di prevenzione, in base al progetto già presentato dai medici dello Stroke unit e mai recepito dalla Regione, che coinvolga anche i medici di base”.

Presto i commissari effettueranno un sopralluogo allo Stroke unit dell’ospedale perugino per prendere atto dello stato reale in cui versa il reparto.

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