Sindrome del bambino scosso: prevenzione a Perugia

Incontri per genitori con la campagna “NONSCUOTERLO!”

L’Azienda Ospedaliera di Perugia aderisce alle Giornate Nazionali di Prevenzione della Sindrome del Bambino Scosso, in programma l’11 e il 12 aprile 2026 in oltre 150 città italiane, promosse da Terre des Hommes e dalla SIMEUP.

L’iniziativa, che coinvolge ospedali, ambulatori, farmacie e spazi pubblici su tutto il territorio nazionale, vede in prima linea anche il Dipartimento Materno Infantile del capoluogo umbro. In particolare, la Terapia Intensiva Neonatale, insieme alle diverse unità operative, partecipa alla campagna “NONSCUOTERLO!” con una serie di incontri formativi rivolti a genitori e caregiver.

Gli appuntamenti, curati dai medici in formazione della Scuola di Specializzazione in Pediatria dell’Università degli Studi di Perugia, si tengono nei giorni 9, 10, 13 e 14 aprile presso le sale d’attesa degli ambulatori di Neonatologia, Pediatria, Chirurgia pediatrica e Ostetricia e Ginecologia (Blocco H, secondo piano).

“La Sindrome del Bambino Scosso è una grave forma di trauma cerebrale causata dallo scuotimento violento di un neonato, spesso come reazione al pianto inconsolabile – spiega Stefania Troiani –. Si tratta di una delle forme più gravi di maltrattamento infantile, spesso inconsapevole, che può essere prevenuta con una corretta informazione”.

Il periodo più critico va dalle due settimane ai sei mesi di vita, quando il pianto del neonato raggiunge il picco di intensità, ma il rischio permane fino ai due anni. Le conseguenze possono essere gravissime: dalla cecità ai disturbi motori e cognitivi, fino al coma o alla morte in un caso su quattro.

“Il messaggio è semplice ma fondamentale: se il pianto diventa insostenibile, dopo aver fatto tutto il possibile per calmare il bambino, è necessario adagiarlo in un luogo sicuro, allontanarsi e non scuoterlo mai – sottolinea Troiani –. Chiedere aiuto a un familiare o a un amico può fare la differenza”.

Sulla stessa linea anche Cristiana Germini, presidente regionale della Società Italiana di Neonatologia: “Aderiamo con convinzione alla campagna perché crediamo che la consapevolezza sia la prima forma di soccorso. Informare e formare i genitori significa prevenire situazioni di rischio e tutelare la salute dei più piccoli”.

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