Riorganizzazione delle Aziende Ospedaliere di Perugia e Terni, assunzioni sospese

Regione, Università di Perugia e vertici della sanità regionale

Riorganizzazione delle Aziende Ospedaliere di Perugia e Terni, assunzioni sospese

Riorganizzazione delle Aziende Ospedaliere di Perugia e Terni, assunzioni sospese

Riorganizzazione delle Aziende – Nel rispetto delle tempistiche che erano state prefissate nel precedente incontro di fine luglio scorso, la Presidente della Regione Umbria, l’Assessore e i vertici della Sanità regionale si sono incontrati a Palazzo Donini con il Magnifico Rettore dell’Università di Perugia ed alcuni rappresentanti dell’Ateneo, per discutere del documento redatto dal tavolo tecnico in merito alla riorganizzazione delle Aziende Ospedaliere di Perugia e Terni, e della loro armonizzazione con le strutture territoriali.

   I presenti all’incontro si sono dichiarati estremamente soddisfatti del progetto delineato che porterà, una volta applicato, ad un forte efficientamento e miglioramento dei servizi per il cittadino nei due ospedali maggiori.

   L’intera struttura verrà semplificata al fine di innalzare la qualità delle prestazioni e la loro appropriatezza, così da offrire alla popolazione umbra un servizio più trasparente e moderno, ma anche una Sanità regionale più attrattiva sia per l’utenza di fuori regione sia per i professionisti stessi.

  Il tavolo tecnico, recependo alcune indicazioni emerse nell’incontro di Palazzo Donini, provvederà entro la prossima settimana a definire completamente il documento che poi verrà ridiscusso da Regione ed Università e successivamente presentato alla comunità regionale.

Nel frattempo che si parla di progetto di razionalizzazione le assunzioni sono sospese, congelato anche il turn over. Obiettivo: contenere gli sforamenti sulla spesa che in sanità, come riportato dal Corriere dell’Umbria di oggi. A monte c’è il problema che alle Regioni – non solo l’Umbria – non sono stati riconosciuti i soldi Covid 2022 e gli extra per l’aumento delle bollette.

C’è un disavanzo ereditato di 42 milioni

Poi c’è un disavanzo ereditato di 42 milioni. Il gap complessivo annuo da colmare è di 100 milioni per il cuore verde. Toscana ed Emilia ne hanno rispettivamente 400 e 800 a testa. Così nel frattempo occorre razionalizzare. E’ tutto scritto nel carteggio tra il direttore regionale Sanità, Massimo D’Angelo, e i dg di aziende ospedaliere e sanitarie.

Massimo D’Angelo, direttore della sanità umbra, al lavoro da oggi
Massimo D’Angelo

D’Angelo – scrive ancora il Corriere dell’Umbria . ha anche chiesto un report sui conti che avrebbero dovuto consegnare entro lo scorso 2 settembre ma alla data di ieri mancavano ancora alcuni documenti. “Tra gli adempimenti regionali oggetto di verifica da parte del Mef ai fini dell’accesso da parte della Regione alla quota premiale del finanziamento a carico del bilancio dello Stato – scrive D’Angelo – occupa un posto di primo piano, oltre all’equilibrio economico finanziario, anche il rispetto del tetto della spesa per il personale”.

Ebbene dal monitoraggio al 30 giugno “si evidenzia uno sforamento”, rileva il direttore regionale “prodotto dalle aziende ospedaliere” che non si compensa con gli esigui attivi delle aziende territoriali. Per questo “al fine di evitare l’accertamento dell’inadempienza in sede di verifica e, dunque, il mancato accesso alla quota premiale a carico dello Stato e la non eligibilità come regione di riferimento per la definizione di costi e fabbisogni standard”, si rende necessario “soprassedere ad ogni misura assunzionale, compreso il turn over, in attesa delle azioni di rientro dallo sforamento”. Ogni impegno di spesa in più dovrà essere autorizzato dalla Regione, fatti salvi “provvedimenti urgenti e casi in cui ricorra l’interruzione di pubblico servizio”.

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