Rete delle Breast Unit, concluse le due giornate di studio alla scuola di Medicina


Scrivi in redazione

Rete delle Breast Unit, concluse le due giornate di studio a Perugia

PERUGIA – Milano, Napoli, Barcellona, oltre che Perugia e Terni: da queste città sono arrivati i relatori ospiti che hanno partecipato alla giornata nazionale di studio “La rete delle Breast Unit” alla scuola di medicina dell’Università di Perugia. La gran parte erano ex specializzandi di Perugia che sono tornati a raccontare la loro esperienza di lavoro.

Prof. Antonio RULLI

E’ soddisfatto il professor Antonio Rulli, direttore della scuola di Specializzazione in Chirurgia Generale dell’Università degli Studi di Perugia. «Dai commenti dei colleghi – commenta Rulli – posso dire che sono state due giornate entusiasmanti, delle relazioni che non sentivamo da tempo per concretezza e innovazione e, soprattutto, una finale in cui abbiamo potuto scrivere e concordare un documento da suggerire all’università e alla regione per il funzionamento delle Reti delle Breast Unit».

«Tra le tante cose da fare – ha detto – sarà quella di implementare la Delibera della Giunta Regione Umbria numero 1497 del 20 dicembre 2018 : “Breast Unit. Ottimizzazione attività di chirurgia senologica e PDTA carcinoma mammella”. Si tratta di delibere regionali già approvate e quindi contiamo a primavera di avere oltre alla primavera dell’università, anche quella della nuova organizzazione delle Breast».

Due giornate di studio cominciate con la prova prativa di simulazione avanzata in chirurgia, dove gli studenti, tra loro anche donne e mamme aspiranti chirurghe, si sono cimentati eseguendo degli interventi di appendicectomia, colecistectomia e ovariectomia.

Hanno partecipato specializzandi non solo degli ultimi anni, ma anche quelli dei primi anni di corso con interventi in simulazione virtuale avanzata e risultati eccellenti, da quello più anziano a quello più giovane.

Il congresso è stato anche l’occasione per parlare della Biopsia liquida e il professor Rulli ha voluto ribadire che la situazione è molto buona.

«Proprio in questi giorni è stato pubblicato su Annals of ClinicalOncology la Ricerca perugina sulla “Biopsia Liquida”. Una finestra aperta nell’universo dell’oncologia che sicuramente cambierà qualcosa. Si cura meglio dove si fa ricerca con rapido passaggio dei risultati dal laboratorio al letto del paziente».
Il direttore della scuola di Specializzazione in Chirurgia Generale spera che «la biopsia liquida possa essere diffusa e utilizzata anche in altri centri nazionali e internazionali e poter così implementare di più i risultati. Speriamo che con l’università e i fondi europei si possa arrivare a 1000 prelievi».

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*