Il sindacato umbro attacca la gestione dei malati a Perugia
L’allarme lanciato dal NurSind mette in luce una realtà drammatica all’interno dell’Azienda Ospedaliera di Perugia. Secondo le recenti rilevazioni del sindacato degli infermieri la pratica di posizionare i letti nei corridoi dei reparti è diventata una consuetudine organizzativa inaccettabile. Questa modalità di gestione per arginare il flusso costante di pazienti sta trasformando le aree di transito in vere e proprie zone di degenza improvvisate prive delle minime garanzie di sicurezza e privacy. La denuncia punta il dito contro un sistema che pur di far fronte alla carenza di posti letto sacrifica il rispetto della persona umana riducendo i pazienti a una condizione di estrema vulnerabilità.
Rischi clinici e violazione della riservatezza
Sostare in un corridoio ospedaliero non rappresenta solo un disagio logistico ma una palese violazione dei diritti fondamentali tutelati dalla Costituzione. Il NurSind sottolinea come sia materialmente impossibile garantire la riservatezza durante le visite mediche o le procedure assistenziali più delicate in luoghi di continuo passaggio. Oltre al danno morale emerge una preoccupazione tecnica legata alla gestione del rischio clinico. L’occupazione delle vie di fuga e dei percorsi di emergenza compromette la sicurezza dell’intero edificio mentre il monitoraggio costante dei parametri vitali diventa estremamente complesso per il personale costretto a operare in spazi non idonei.
Il pericolo concreto delle infezioni correlate
Un ulteriore fronte critico riguarda le infezioni correlate all’assistenza che trovano un terreno fertile nella promiscuità dei corridoi. La mancanza di separazione fisica e l’elevata circolazione di visitatori e operatori rendono vane le misure standard di prevenzione e controllo dei contagi. Questo scenario non solo mette a rischio la vita dei degenti più fragili ma genera un aggravio economico significativo per il sistema sanitario regionale a causa del prolungamento forzato dei tempi di ricovero e delle terapie aggiuntive necessarie per curare le complicanze infettive sorte durante la permanenza in corsia.
Fallimento dei sistemi di gestione e carenza organica
Nonostante l’introduzione di un nuovo sistema di monitoraggio nel novembre 2023 la situazione non ha mostrato i miglioramenti sperati anzi sembra essere peggiorata. Il sindacato evidenzia come dopo una fase iniziale di sperimentazione le procedure non siano riuscite a prevenire il ricorso ai letti aggiuntivi segno di una crisi strutturale profonda. A questo si somma la cronica carenza di infermieri che devono farsi carico di un volume di lavoro sproporzionato in condizioni logistiche proibitive. La richiesta di un intervento urgente al Difensore Civico della Regione Umbria mira proprio a ripristinare quegli standard di qualità che una struttura di eccellenza dovrebbe garantire.
Precedenti normativi e richieste alle istituzioni
L’azione del NurSind si poggia anche su precedenti giurisprudenziali e interventi di altri difensori civici che in diverse regioni italiane hanno già condannato la pratica dei ricoveri fuori reparto. L’obiettivo è ottenere una verifica ispettiva che accerti la conformità degli standard assistenziali e spinga l’amministrazione verso soluzioni strutturali definitive. Non si tratta più di un fenomeno sporadico legato a picchi influenzali ma di una debolezza organizzativa che richiede una revisione dei piani di emergenza e una maggiore attenzione alla tutela dei malati che in questo momento si sentono privati della propria dignità all’interno delle mura ospedaliere.
COMUNICATO STAMPA – DIFENSORE CIVICO PER LETTI NEI CORRIDOI IN AO PG

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