Non ci sono vaccini antinfluenzali, popolo degli anziani molto preoccupato

 
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Noni ci sono vaccini antinfluenzali, popolo degli anziani molto preoccupato

Non ci sono vaccini antinfluenzali, popolo degli anziani molto preoccupato

L’emergenza Covid ha evidenziato l’importanza dei vaccini antinfluenzali come arma di prevenzione. Già il 26 aprile scorso come SPI-CGIL di Perugia invitavamo la Regione dell’Umbria e conseguentemente le ASL della provincia di Perugia ad acquistare i vaccini contro la prevedibile recrudescenza dell’influenza in autunno.

Sappiamo – e le vicende internazionali lo dimostrano – che la battaglia contro il Covid 19 è lunga e per questo riteniamo necessario mettere in campo tutte le iniziative finalizzate a contrastare il Covid19 e le patologie che possono costituire concausa di decessi.

Per questo abbiamo chiesto di organizzare una campagna di vaccinazione a tappeto in previsione dell’autunno che è sostanzialmente arrivato. Una campagna di vaccinazione antinfluenzale, che contrasti non solo l’influenza, ma anche il virus da pneumococco e da herpes Zooster. Si tratta di prevenire infezioni che rischiano di provocare polmoniti.

Anche nella nostra regione ci sono dopo le sollecitazioni dei sindacati dei pensionati indubbi passi in avanti: infatti dalle 175mila dosi di vaccino del 2019 si passa alle 260mila previste per il 2020. Pensiamo però che occorra incentivare la campagna di informazione, coinvolgendo direttamente anche i medici di medicina generale, per evitare che si sommino ritardi nella gestione di questa importante iniziativa.

In questo quadro ci permettiamo di sollevare alcune problematicità, che possono essere fonti di ritardi che andrebbero evitati. Per esempio, pur costituendo un passo in avanti consistente le 260mila dosi di vaccino, queste non sono sufficienti a coprire tutta la popolazione ultrasessantenne che in Umbria è costituita da 275mila unità. Oltre a questo, va sottolineato che ci sono anche persone al di sotto dei 60 anni (minori e adulti fragili) che debbono poter rientrare in una campagna di vaccinazione all’altezza della situazione. Proprio in questi giorni la Fondazione Gimbe ha confermato le preoccupazioni sollevate in particolare dallo SPI CGIL di Perugia. Infatti,  secondo le analisi della Fondazione, l’Umbria è in ritardo e le scorte sarebbero in grado di rispondere solo al 61,9% del target individuato. Per questo sollecitiamo l’intervento delle 2 ASL territoriali che operano nella provincia di Perugia.

La nostra sollecitazione come SPI-CGIL è tesa a superare questi rischi. Tutte le fonti mediche e scientifiche evidenziano l’importanza dei vaccini come arma di prevenzione e la preoccupazione da affrontare è la co-circolazione del virus influenzale e del Covid 19.

In questo senso bisogna a tutti i costi aumentare il numero delle dosi da distribuire. Questa è la sfida che dobbiamo poter vincere in questo autunno-inverno./Maro Bravi, Cgil

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