Covid 19, su mascherine all’aperto atteso parere Cts

 
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Covid 19, su mascherine all’aperto atteso parere Cts

Mascherine all’aperto, si riunisce oggi il Comitato tecnico scientifico per discutere il tema. L’organismo dovrà dare un parere sullo stop alla misura anti-Covid fuori come richiesto formalmente da una richiesta del ministro della Salute Roberto Speranza, anticipata dal premier Mario Draghi nell’ultimo punto stampa sui vaccini. Sulla scelta definitiva pesa il numero di vaccinati e la diffusione della variante Delta nel nostro Paese.

“C’è stata una certa confusione negli ultimi giorni e vorrei ribadire alcuni punti nella maniera più chiara possibile. Primo: vaccinarsi è fondamentale. La confusione non è sul vaccinarsi o meno ma su quale tipo di vaccino usare a seconda delle varie circostanza. La cosa peggiore che si può fare è non vaccinarsi o vaccinarsi con una dose sola”, ha rimarcato Draghi venerdì sera. “La sfida principale non è vaccinare i dodicenni o i tredicenni, ma andare a cercare tutti coloro che hanno più di 50 anni e non si sono ancora vaccinati. Questa è la sfida da vincere oggi”, ha detto. “Sono, non ricordo se più di 2 milioni, ma questi sono quelli che si ammalano e si ammalano in maniera grave e devono essere vaccinati”, ha rimarcato.

“Se una persona che ha meno di 60 anni ha fatto la prima dose di Astrazeneca e le viene proposto, come è stato stabilito, di fare l’eterologa, ma non vuole per qualche motivo farsi quel vaccino, questa persona è libera di fare la seconda dose di Astrazeneca purché abbia un parere del medico e il consenso informato. La cosa peggiore da fare in quei casi è non farsi nessuna seconda dose”, ha detto. “Nonostante tutta questa confusione è straordinario come la popolazione non mostri intenzione di diminuire la vaccinazione, di non vaccinarsi. E’ straordinario, rispetto ad altri Paesi, è uno dei comportamenti più ammirevoli che ci stanno davanti. Noi dobbiamo essere pronti a chiarire ogni confusione però effettivamente il comportamento delle persone è costante e straordinario e voglio ringraziare tutti gli italiani per questo”, ha detto.

“Non c’è motivo perché ci sia un rallentamento” della campagna vaccinale a causa del ricorso all’eterologa, perché “seguendo il parere del Cts c’è maggiore facoltà di scelta, che era invece fino all’altro ieri preclusa a quelli che hanno meno di 60 anni”, ha detto. “Non si può decidere lo stato di emergenza con un mese e mezzo di anticipo, un’emergenza è un’emergenza che si verifica, quindi lo decideremo quando saremo vicini alla data di scadenza”, ha detto.

Per quanto riguarda i tempi al momento le ipotesi sul tavolo sono due: la sospensione dell’obbligo il 5 luglio oppure, prima, già il 28 giugno. Una volta arrivato il parere formale del Cts la palla passerà di nuovo al ministero della Salute. Il dibattito è acceso da giorni, dopo la scelta di eliminare l’obbligo del dispositivo della Francia. Una decisione seguita dalla Spagna con l’annuncio dello stop dal 26 luglio.

Continua intanto la campagna di vaccinazione in Italia. Finora sono state somministrate oltre 46 milioni di dosi nel nostro Paese secondo i dati del report caricati sul sito del ministero della Salute, mentre sono 16 milioni gli italiani che hanno completato il ciclo vaccinale. Il vaccino maggiormente distribuito è stato Pfizer con oltre 33 milioni di dosi, seguito da AstraZeneca, Moderna e J&J. Con l’estate e il calo della curva dei contagi il Paese si avvia sempre più verso il ritorno alla normalità. Da bollettino ieri i nuovi contagi sono stati 881 e 17 i morti. Oggi scatta la zona bianca per quasi tutta l’Italia a eccezione della Valle d’Aosta. L’allentamento delle misure riguarda Campania, Toscana, Sicilia, Basilicata, Calabria, Marche e provincia autonoma di Bolzano.

(Lab/Labitalia)

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