Circa 700 persone malate di Aids a Perugia Fontana rossa per loro

essere malato di AIDS alza barriere ed apre vuoti intorno

Circa 700 persone malate di Aids a Perugia Fontana rossa per loro

Circa 700 persone malate di Aids a Perugia Fontana rossa per loro

Sono storie di vita e di cammino quelle che oggi l’Assessore ai Servizi Sociali, Edilizia Pubblica, Famiglia e Pari Opportunità del Comune di Perugia Edi Cicchi ha ascoltato presso la sede dell’associazione Spazio Bianco, che a queste vite ha fatto da contenitore.

Storie che non hanno volto, perché essere malato di AIDS

Storie che non hanno volto, perché essere malato di AIDS alza barriere ed apre vuoti intorno. Storie di solitudine ed emarginazione ma anche storie di chi superando lo stigma e la paura del giudizio ha messo la propria faccia nella pubblicazione del libro “Dietro le quinte”. Un momento di emozione per quanti vivono la malattia e per coloro che erano presenti.

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Sono circa 700 le persone malate nella nostra Città ed a loro l’Amministrazione ha voluto offrire, così come è successo per altre iniziative di sensibilizzazione dei giorni scorsi, l’accensione di rosso della Fontana Maggiore. Rosso come il nastrino che è stato distribuito ai presenti, rosso per ricordare a tutti che la malattia si può prevenire e oggi si può anche curare. Quello che invece è difficile lenire sono le ferite interiori di chi viene isolato proprio a causa della patologia, a volte anche da parte di chi è deputato alla cura.

“Occorre abbattere i pregiudizi” ha detto l’assessore Cicchi “il titolo stesso del libro “Dietro le quinte” vuole essere un invito ad entrare invece nel palcoscenico della vita.

Perché solo affrontando la cosa a viso aperto, facendo conoscere la malattia ma anche la sua possibilità di guarigione, si potrà vincere lo stigma. Occorre soprattutto uscire dagli steccati ideologici di chi pensa che un determinato problema appartenga esclusivamente alle vite degli altri. Solo insieme, istituzioni, associazioni, cittadini che a vario livello possono contribuire, si può costruire una città inclusiva dove ciascuno, indipendentemente dalla propria situazione, possa vivere bene. Tutti nessuno escluso”.

Questa sera la Fontana Maggiore è stata quindi accesa proprio a testimoniare la sensibilità dell’Amministrazione sui temi che riguardano una malattia di cui oggi poco si parla ma che è più vicino a noi di quanto si possa percepire.

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