Accordo tra ospedale e Asl 1 per potenziare le sale
Il nuovo schema operativo per la gestione delle chirurgie in Umbria punta a una trasformazione radicale dei percorsi di cura. L’intesa siglata tra l’Azienda Ospedaliera di Perugia e la Usl Umbria 1 nasce con l’obiettivo prioritario di fornire risposte rapide ai cittadini, evitando che le lunghe code si trasformino in una fuga verso strutture sanitarie fuori regione. Il piano sulle chirurgie per ridurre le liste d’attesa passa per l’intesa tra l’Azienda ospedaliera di Perugia e la Asl1 e prevede lo spostamento delle equipe mediche verso i presidi territoriali. Questo modello di prossimità permette di sfruttare al meglio le sale operatorie periferiche, decongestionando il polo principale del Santa Maria della Misericordia e garantendo interventi tempestivi per le patologie a media e bassa complessità.
Interventi pediatrici e day surgery nei presidi locali
Il documento ufficiale, scrive Luca Benedetti su Il Messaggero, formalizzato attraverso la delibera numero 400 firmata dal direttore generale Emanuele Ciotti, stabilisce una suddivisione precisa dei compiti e delle sedi. Al centro del progetto si collocano la chirurgia pediatrica e le prestazioni di un solo giorno, che vedranno i professionisti perugini operare direttamente negli ospedali di Assisi e Castiglione del Lago. Per quanto riguarda la città di San Francesco, viene confermata la seduta del mercoledì dedicata ai piccoli pazienti, con la possibilità concreta di aggiungere un ulteriore turno il giovedì, a patto che sia garantita la presenza costante degli anestesisti. A Castiglione del Lago, invece, si rafforza l’attività del mercoledì, con l’integrazione di sessioni aggiuntive nei giorni di venerdì per smaltire il carico arretrato di interventi programmati.
Le criticità del personale e l’esclusione di Pantalla
Nonostante l’ampliamento del servizio in diverse aree della provincia, l’ospedale della Media Valle del Tevere resta attualmente fuori dall’accordo operativo. La struttura di Pantalla deve fare i conti con una carenza organica che non permette l’attivazione immediata di nuove sedute. La delibera chiarisce che la dotazione di personale del blocco operatorio e degli anestesisti non è al momento sufficiente per garantire la sicurezza e la continuità necessaria agli interventi chirurgici. Nonostante ciò, il presidio continua a ricevere nuove professionalità in altri ambiti, come dimostra l’ingresso del dottor Andrea Cardona nel reparto di Cardiologia, segnale di una volontà di mantenere comunque alti gli standard diagnostici della struttura.
Il futuro della riabilitazione e del polo del Trasimeno
Parallelamente alla riorganizzazione chirurgica, il dibattito si sposta sul destino del Cori di Passignano e sulla sua integrazione con l’ospedale di Castiglione del Lago. Il Centro ospedaliero di riabilitazione intensiva rappresenta uno snodo fondamentale per i pazienti con disabilità neurologiche o ortopediche. L’ipotesi al vaglio dei tecnici è quella di creare un legame funzionale sempre più stretto, seguendo l’esempio virtuoso già collaudato tra Trevi e Foligno. Questa strategia punta a creare una filiera completa che parta dall’operazione chirurgica e arrivi fino al recupero motorio totale, ottimizzando le risorse della Asl 1 e offrendo ai degenti un percorso di assistenza integrato che riduca i tempi di degenza ospedaliera tradizionale.

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