Cauda (Gemelli), immunità di gregge covid ottenibile solo vaccinando under 12

'Ma prematuro giudizio ora, se ok a prodotto scudo potremmo evitare circolazione endemica virus in 6 mln persone non protette'

Cauda (Gemelli), immunità di gregge covid ottenibile solo vaccinando under 12

Cauda (Gemelli), immunità di gregge covid ottenibile solo vaccinando under 12

“E’ prematuro dare oggi giudizi” sulla vaccinazione anti-Covid negli under 12, su “qualche cosa di cui non abbiamo ancora contezza. Bisogna avere in mano le evidenze scientifiche. Al momento ci sono degli studi in corso di cui dovremo vedere i risultati. In linea teorica, non la escluderei questa vaccinazione, tenendo anche presente che non è di tipo obbligatorio ma su base volontaria. Poi bisognerà anche vedere perché la variante Alfa e Delta di Sars-CoV-2 sembrano colpire in maggiore misura i più giovani, vuoi perché non sono vaccinati, vuoi per altre ragioni che magari in questo momento ci sfuggono dal punto di vista biologico. Bisognerebbe adottare la linea che gli americani definiscono ‘wait and see’, aspettare e vedere senza preclusioni né in senso positivo né in senso negativo”.

E’ la riflessione di Roberto Cauda, direttore Malattie infettive del Policlinico Gemelli di Roma, riguardo al dibattito in corso sulla vaccinazione anti-Covid sotto i 12 anni. In questo momento non c’è un vaccino approvato per i più piccoli, ma i trial sono in corso. E negli Usa, dove si misurano con un’impennata dei contagi che non risparmia neanche i giovanissimi, c’è molta attesa su questa possibilità. “In questo momento possiamo fare solo una riflessione generale: le vaccinazioni – dice Cauda all’Adnkronos Salute – si fanno a tutte le età, soprattutto contro malattie che hanno un grande impatto come questa, ma anche come il morbillo. Per malattie di questo tipo i vaccini si fanno anche in età pediatrica”.

“Oggi – prosegue l’infettivologo – parliamo tanto di vaccinazioni e di immunità di gregge e così via. Ma di immunità di gregge si può parlare quando tutta la popolazione, di tutte le età, è vaccinata. Adesso noi parliamo di immunità di una fascia d’età che va dai 12 anni in su e quindi ci sono 6 milioni di persone che ne sono prive”. Quale sarebbe una delle ragioni per vaccinare i più piccoli? “Una ragione di sanità pubblica: se il virus continua a circolare, rimane in forma endemica nelle persone più giovani e c’è il rischio di nuove varianti”, osserva.

Ci sarà quindi, evidenzia Cauda, “da fare una riflessione attenta” sulla vaccinazione under 12, quando sarà disponibile. “Intanto ci sono state prese di posizione autorevoli come quella dei Cdc di Atlanta”, i centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie, che “parlando della vaccinazione dei più giovani, riconoscevano che ci sono sì forme paucisintomatiche o asintomatiche di Covid in queste fasce d’età, ma non sono tutte così, ci sono anche forme gravi che possono determinare situazioni cliniche importanti”.

In ogni caso, conclude lo specialista, “prima bisognerà vedere se saranno disponibili questi vaccini. Credo che ogni opinione sia legittima. La mia in linea teorica è favorevole, ma bisognerà prima vedere con i dati che il vaccino sia efficace e sicuro. Il mio essere favorevole deriva da un’ipotesi di sanità pubblica. Perché, se non si vaccina l’età pediatrica, soltanto in Italia avremo una circolazione endemica in 6 milioni di persone non protette. Ma non si possono dare giudizi su qualcosa che non è ancora disponibile. Io sono sempre molto cauto. Aspetterei di vedere i dati”.

(Lus/Adnkronos Salute)

 
Chiama o scrivi in redazione


Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*