Antibioticoresistenza, pandemia silenziosa, minaccia salute globale
Antibioticoresistenza – L’antibioticoresistenza, un fenomeno che sta assumendo proporzioni pandemiche, rappresenta una delle più gravi minacce per la salute pubblica a livello globale. Secondo le stime, provoca circa 1,5 milioni di morti all’anno nel mondo.
Stefania Silvestri, presidente della Società Italiana di Microbiologia (SIM), ha sottolineato la complessità di questo fenomeno in un’intervista rilasciata a Michela Moretti. Ha commentato l’aggiornamento al 2022 della situazione in Europa e in Italia, pubblicato sul sito di epidemiologia Epicentro dell’Istituto Superiore di Sanità.
Un recente articolo pubblicato su Lancet ha suggerito una possibile correlazione tra l’inquinamento da particolato fine (PM2.5) e la resistenza agli antibiotici. La spiegazione proposta è che le polveri sottili potrebbero trasportare batteri e geni antibioticoresistenti, che vengono poi respirati dalla popolazione. Questo potrebbe portare allo sviluppo di forme infettive resistenti agli antibiotici.
Per contrastare questa minaccia, è fondamentale un uso appropriato degli antibiotici, sia in campo umano che veterinario. È altrettanto importante migliorare la diagnostica microbiologica e dare un maggiore impulso alla ricerca per lo sviluppo di nuovi farmaci e strategie.
L’antibioticoresistenza è un problema complesso che richiede un approccio globale e multidisciplinare. Solo attraverso la cooperazione e l’impegno congiunto di ricercatori, medici, istituzioni e cittadini sarà possibile affrontare efficacemente questa sfida.
L’antibioticoresistenza è un fenomeno biologico naturale in cui alcuni microrganismi, come i batteri, acquisiscono la capacità di sopravvivere o di crescere in presenza di una concentrazione di un agente antibatterico, che è generalmente sufficiente ad inibire o uccidere microrganismi della stessa specie1.
In termini più semplici, l’antibioticoresistenza si verifica quando i batteri diventano resistenti ai farmaci antibiotici normalmente impiegati per contrastarli e debellare le infezioni da essi causati2. I batteri che diventano resistenti a un determinato tipo di antibiotico non rispondono più alla sua azione terapeutica2. Questo significa che le infezioni causate da questi batteri sono molto più difficili da trattare rispetto a quelle causate da batteri non resistenti2.
La resistenza agli antibiotici può essere di due tipi:
- Intrinseca: una resistenza già presente nel batterio ancora prima di assumere il farmaco antibiotico.
- Acquisita o indotta: una forma di resistenza che si sviluppa nel batterio solo dopo la somministrazione dell’antibiotico.
La resistenza agli antibiotici è considerata una minaccia alla sanità pubblica perché rende sempre più difficile trattare una serie di infezioni comuni come la polmonite, la tubercolosi, la gonorrea, le malattie infettive di origine alimentare, le infezioni ematiche, le infezioni ospedaliere, ecc3. Pertanto, è fondamentale un uso appropriato degli antibiotici e un cambiamento dei comportamenti per contrastare questo fenomeno.

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