AI, ricerca e formazione nel nuovo polo digitale dell’Umbria
📌 FLASH NEWS – L’ex centrale elettrica di Pietrafitta diventerà il Parco dell’Innovazione Contemporanea: data center, intelligenza artificiale, ricerca, formazione e servizi per sanità e imprese. Il progetto è atteso nell’arco dei tre anni.
L’ex centrale elettrica di Pietrafitta si prepara a cambiare funzione e a diventare il Parco dell’Innovazione Contemporanea, un polo dedicato a intelligenza artificiale, ricerca, formazione, gestione sicura dei dati e sviluppo tecnologico. Il progetto punta a recuperare uno dei luoghi simbolo della storia industriale umbra, mantenendone la memoria e assegnandogli una nuova funzione legata alla conoscenza. L’ideazione e la progettazione sono promosse e sostenute da Foro delle Arti, holding della famiglia di Brunello Cucinelli, e da Umbria Data Garden, società di nuova costituzione incaricata di accompagnare lo sviluppo dell’iniziativa, coinvolgendo partner industriali, tecnologici e finanziari.
Cucinelli immagina un data center umanistico
Brunello Cucinelli ha descritto il progetto come la possibile nascita di un data center costruito secondo una visione umanistica, capace di riflettere cultura, estetica e caratteristiche dell’Umbria. L’imprenditore di Solomeo ha richiamato il principio attribuito a Vitruvio secondo cui un’opera dovrebbe essere solida, utile e bella, immaginando un’infrastruttura destinata a durare nel tempo e inserita armonicamente nel territorio. Nella visione di Cucinelli, Pietrafitta rappresenta un luogo che ha avuto un ruolo importante nella storia regionale e che, dopo anni di inattività, può ora trovare una nuova funzione. Il progetto dovrebbe sviluppare un’infrastruttura digitale legata alle esigenze delle imprese ma anche alla ricerca, alla sanità e alle istituzioni. L’obiettivo indicato è quello di coniugare il lavoro delle persone con le possibilità offerte dall’intelligenza artificiale.
L’intelligenza artificiale come strumento dell’uomo
Cucinelli ha invitato a non considerare l’intelligenza artificiale come una tecnologia da temere. Secondo l’imprenditore, le aziende hanno ormai la necessità di progettare e sviluppare una propria componente legata all’AI. La tecnologia, nella sua impostazione, deve però rimanere al servizio dell’essere umano. Cucinelli ha definito l’intelligenza artificiale una sorta di “ancella dell’uomo”, in grado di elaborare rapidamente grandi quantità di dati ma bisognosa di essere inserita in una visione umanistica. Il progetto di Pietrafitta dovrebbe quindi sviluppare un’intelligenza artificiale strettamente collegata al territorio e alla cultura umbra, mettendo insieme capacità tecnologiche, competenze artigianali e identità locale.
Un polo per ricerca, sanità e sistema produttivo
Il cuore del Parco dell’Innovazione sarà rappresentato da infrastrutture dedicate al calcolo avanzato, all’intelligenza artificiale e alla gestione sicura dei dati. Le strutture dovrebbero essere messe a disposizione della ricerca scientifica, della sanità, delle pubbliche amministrazioni, dell’Università e del sistema produttivo. Una parte significativa del progetto sarà inoltre dedicata alla formazione, con l’obiettivo di creare nuove competenze e offrire opportunità ai giovani. Il polo dovrebbe diventare un luogo di incontro tra ricercatori, imprese, istituzioni e talenti interessati allo sviluppo tecnologico. Riccardo Stefanelli, amministratore delegato di Brunello Cucinelli Spa e Umbria Data Garden Srl, ha indicato nella rigenerazione territoriale uno degli elementi centrali dell’intervento.
Stefanelli: recuperare l’area e guardare al futuro
Secondo Riccardo Stefanelli, l’iniziativa nasce dall’intenzione della famiglia Cucinelli di recuperare l’ex area industriale attraverso un progetto fondato su innovazione, crescita e sviluppo, nel quale l’intelligenza artificiale avrà un ruolo centrale. Il data center dovrebbe rappresentare una delle principali infrastrutture del complesso e affiancarsi ad attività dedicate a idee, ricerca e start-up. Il progetto dovrà anche rispettare precisi criteri architettonici e paesaggistici. L’obiettivo indicato è quello di mantenere un rapporto coerente con il territorio circostante e con il Genius Loci, salvaguardando gli elementi più significativi dell’ex centrale. Tra questi figura soprattutto la torre, considerata una delle strutture più riconoscibili del sito e destinata a essere valorizzata.
Energie rinnovabili ed efficienza energetica
La trasformazione dell’area dovrebbe essere accompagnata da un crescente ricorso alle energie rinnovabili e da soluzioni dedicate all’efficienza energetica. Nel progetto rientrano anche tecnologie per il raffreddamento delle infrastrutture e per il recupero del calore, con l’obiettivo di far procedere parallelamente innovazione tecnologica e sostenibilità. I promotori prevedono circa un anno per la rigenerazione dell’area e tra due anni e mezzo e tre anni per la realizzazione del data center. I due percorsi dovrebbero procedere parallelamente. La prospettiva illustrata è quella di arrivare alla piena realizzazione del progetto nell’arco di circa tre anni.
Il sostegno della Regione Umbria
Alla presentazione del progetto ha partecipato anche la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, che ha indicato l’intervento come un possibile modello di sviluppo nel quale modernità, tecnologia e valorizzazione territoriale possano procedere insieme. Secondo quanto dichiarato dalla presidente, la Regione metterà a disposizione risorse per la riqualificazione dell’area dopo oltre vent’anni, finanziando interventi preliminari di demolizione e rifunzionalizzazione necessari alla futura realizzazione del Parco. Proietti ha descritto il progetto come la trasformazione di un’area rimasta problematica per lungo tempo in una nuova opportunità legata all’innovazione.
Il data center e i servizi sanitari
Un capitolo specifico riguarda il possibile utilizzo dell’infrastruttura per la sanità pubblica. Stefania Proietti ha sottolineato l’importanza della conservazione e della gestione dei dati sanitari digitali, richiamando il ruolo assunto dal fascicolo sanitario elettronico. Secondo la presidente, la disponibilità di un data center in Umbria potrebbe assumere rilievo sotto i profili della sicurezza dei dati, della controllabilità delle infrastrutture, della privacy e dei costi di gestione. La Regione punta inoltre a creare un ecosistema capace di offrire opportunità professionali alle nuove generazioni, favorendo sia la permanenza dei giovani umbri sia l’arrivo di competenze provenienti da altre realtà.
Panicale e Piegaro coinvolti nella rigenerazione
Alla presentazione hanno partecipato anche i sindaci di Piegaro, Roberto Ferricelli, e di Panicale, Giulio Cherubini. Ferricelli ha indicato nel progetto una possibilità concreta per dare una nuova prospettiva al territorio, mentre Cherubini ha sottolineato il valore dell’incontro con la famiglia Cucinelli e la possibilità di utilizzare competenze, idee e risorse per costruire una nuova fase di sviluppo. Anche l’assessora regionale Simona Meloni ha evidenziato il ruolo che il futuro ecosistema digitale, tecnologico e sostenibile potrebbe avere per i giovani umbri, invitandoli a costruire sul territorio il proprio percorso professionale. Il Parco dell’Innovazione Contemporanea punta così a riunire capitale privato, istituzioni, ricerca, tecnologia e formazione, trasformando l’ex centrale di Pietrafitta da luogo della produzione energetica a infrastruttura dedicata alla conoscenza e all’innovazione.













Commenta per primo