OMELIA DEL VESCOVO ERNESTO VECCHI NELLA VEGLIA PASQUALE

Monsignor Ernesto vecchi(UJ.com3.0) TERNI – La celebrazione della veglia pasquale significa riscoprire la sorgente della nostra fede. Nelle letture che abbiamo ascoltato ci mostrano alcuni momenti che fanno rivivere la sacralità di questa liturgia. E’ importante guardare a fondo e ascoltare queste parole e vedere come sia effettivamente centrate sul mistero di Gesù. Ecco l’importanza di vedere che la morte di Cristo è solo un passaggio obbligato per arrivare alla gioia piena della resurrezione. Cristo è in mezzo a noi vivo, operante partecipa dei nostri sentimenti, piange con noi, ride con noi, mangia con noi. E’ vivo, e se non lo vediamo è perché la nostra fede è un po’ arrugginita, ma Lui è qui. E’ importante tenere viva questa fede. Oggi si è distratti da molte cose, non appena c’è qualche cosa la gente corre. Ma è qui che dobbiamo correre.

 

Ecco perché la liturgia è qualcosa di fondamentale per scoprire la presenza di Gesù. San Paolo ce ne parla con chiarezza: “Noi siamo innestati in Lui, con il Battesimo siamo innestati in Lui, nella morte ma anche nella vita”: Quindi come Lui è morto anche noi moriremo, ma come Lui risorgeremo sapendo che Cristo risorto dai morti non muore più. Gesù ci ha detto che è venuto a salvarci dal male e dal peccato, che è la causa della morte, che ha vinto il peccato e quindi ha sconfitto la morte e risorgendo ha ridato a noi la vita. Se caliamo questa verità dentro la realtà della nostra vita ci viene presentano il progetto di Dio su di noi. Nel libro della Genesi ci viene ricordata ala creazione e che l’uomo è stato fatto a immagine e somiglianza di Dio.

 

Basta questo punto per metterci di fronte alla realtà della cultura moderna che va dall’altra parte. Dio creò l’uomo e la donna a Sua immagine ad immagine di Dio li creò. Facciamo nuova la nostra immagine con quella di Dio, che “maschio e femmina li creò”. Sono loro che insieme fanno l’immagine di Dio. La distinzione sessuale è un fatto naturale, non culturale. Per questo non si può stravolgere il progetto di Dio che è il matrimonio tra l’uomo e la donna, e non ce ne sono altri.

Questo è essenziale. Se non recuperiamo la famiglia capace di accogliere, di non giudicare, di condividere, di camminare insieme ai più deboli e sofferenti. Questo si potrà fare solo se si ha coscienza della verità di Dio sul matrimonio e sulla nostra vita. Come nell’ecologia ambientale non è possibile prescindere da un’ecologia umana. Ma solo se si è in grazia di Dio si può fare un’ecologia umana come il rispetto della vita nascente nel grembo materno. Quindi il rapporto tra uomo e donna è un rapporto che tocca il mistero della chiesa, lo dice San Paolo. La famiglia per questo è piccola chiesa come dice il Concilio. Dio ha portato a compimento e contemplato la creazione e si è auto compiaciuto. Ed è quella contemplazione che noi dovremmo recuperare per guardare il mondo come Dio l’ha fatto. Per questo, infine, il settimo giorno lo consacrò e lo benedisse. Tutto nella Pasqua ci ricollega al progetto creativo di Dio. Noi battezzati siamo un capolavoro di Dio quando siamo in grazia di Dio.

 

La Pasqua settimanale ci ricorda questo. Bisogna tornare a celebrare la Pasqua settimanale, ossia la domenica che senza la messa è una giornata persa. La salute fisica o guadagnare qualcosa in più non serve se poi perdi l’attimo tuo.Ecco perché la Pasqua ci ricorda i sacramenti dell’iniziazione cristiana, il Battesimo, la Cresima e l’Eucarestia, quelli che fanno nuove tutte le cose.

Celebrare la Pasqua vuol dire non cominciare tutto da capo, significa crescere nello spirito, perché questa nostra società rinsavisca. Oggi ce n’è molto bisogno se non si è capaci neanche di fare un Governo, perché siamo chiusi nei nostri egoismi, individuali e collettivi. Allora i cristiani hanno un ruolo fondamentale, non sono alla frutta sono all’inizio, ma bisogna lasciarci scuotere dalla fede che rigenera a vita nuova.

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