La grande storia della piccola Sara Mariucci e di Mamma Morena

 
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La grande storia della piccola Sara Mariucci e di Mamma Morena

Anche a Perugia è arrivata “La grande storia della piccola Sara Mariucci e di Mamma Morena”, il libro di Enrico Solinas (Edizioni Messaggero Padova EMP, pp. 160, febbraio 2021) che narra la vicenda della bambina nata a Perugia il 31 dicembre 2002 e vissuta a Gubbio con la famiglia poco più di tre anni e mezzo, morì il 5 agosto 2006 in un tragico incidente mentre si trovava con i genitori Michele e Anna in Calabria. La sera prima di morire, Sara raccontò alla mamma «una storia nella quale era protagonista un’altra mamma dai capelli blu e dagli occhi castani, una mamma buonissima: “Mamma Morena” – narra il libro –. La mamma allora pose una domanda che potrebbe sembrare strana o quanto meno esagerata e chiese a Sara: “Lasceresti mamma Anna per andare con Mamma Morena?”.

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La bambina le diede una risposta che la spiazzò dicendole, con sicurezza e fermezza: “Siiii”. Il giorno dopo, il 5 agosto, Sara morì per una folgorazione elettrica. L’8 agosto il papà di Sara, Michele, fece una ricerca su “Mamma Morena” e con immenso stupore scoprì che questo è il nome con cui viene venerata la Vergine Maria protettrice della Bolivia, la cui statua si trova nel santuario di Copacabana, sul Lago Titicaca in Bolivia. La sua festa ricorre il 5 agosto. Dal giorno di quella scoperta la storia di Sara Mariucci iniziò a portare tanta speranza nei sofferenti, in chi ha paura e in chi ha perso la fede, tanto che la tomba della bimba a Gubbio è méta di continue visite da parte di persone alla ricerca di Dio, da ogni luogo di Italia e del mondo».

La presentazione del libro di Enrico Solinas, giudice laico presso il Tribunale ecclesiastico interdiocesano umbro e postulatore di alcune cause di canonizzazione come quella del noto medico chirurgo perugino Vittorio Trancanelli, doveva tenersi nella serata di lunedì 1 febbraio, presso il complesso parrocchiale San Pio da Pietrelcina di Castel del Piano di Perugia, ma l’aggravarsi dell’emergenza sanitaria da Covid-19 ha determinato il suo rinvio.

Intanto, lunedì scorso, sempre presso la chiesa di Castel del Piano, si è tenuta una celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Gualtiero Bassetti insieme al parroco don Francesco Buono e ad altri sacerdoti e diaconi. La celebrazione è stata vissuta anche come ringraziamento al Signore per la guarigione del cardinale Bassetti e delle tante persone contagiate dal Covid-19. Per molte di loro sono state elevate al Cielo incessanti preghiere di intercessione rivolte anche alla piccola Sara.

Il presule, nell’omelia, rivolgendosi ai coniugi Mariucci, ha ricordato la loro Sara con queste toccanti parole nel commentare il Vangelo del giorno: «Il male, invece di unirci per combatterlo, divide, separa, crea distanze, alza i muri, ma Gesù è venuto per unire, per conciliare, per salvare gli uomini dal male, dai demoni che portano l’uomo sempre più a vivere una solitudine interiore…

L’uomo tormentato da tanti demoni è il segno chiaro dei tanti mali che soggiogano gli uomini e le donne delle nostre città. L’uomo posseduto dal male è allontanato da tutti, ma non da Gesù, perché Gesù viene per liberare, per salvare e per comunicare il Vangelo testimoniando la forza liberatrice di Dio. Anche la piccola Sara Mariucci ha testimoniato con la sua breve esistenza la misericordia di Dio. In questa bambina io colgo il segno della manifestazione della misericordia di Dio. Diceva Madre Teresa di Calcutta: “Non tutti possiamo fare cose grandi, ma tutti possiamo fare cose piccole con grande amore”.

E questo è un richiamo forte anche per noi, perché non c’è bisogno di fare chissà che cosa, ma quello che facciamo va fatto con un amore totale. E questa piccola creatura ci dà anche questa testimonianza. Una bambina di tre anni e mezzo, Sara, con la sua innocenza e la grazia santificante derivante dal battesimo, ha potuto veramente rimuovere delle montagne.

Quanto bene, sul piano della grazia, ha fatto questa piccola creatura; essa è in grado di portare speranza nel cuor di chi soffre, di chi ha paura e di chi ha perso la fede. Può portare Sara tanta consolazione ai cuori di molti, soprattutto oggi ai molti affranti dalla pandemia, ed è un momento critico per l’Umbria, per l’Italia e per il mondo e particolarmente per Perugia dove sono in costante aumento i contagi e c’è il rischio di un collasso delle strutture ospedaliere.

Per questo è necessario pregare incessantemente il Signore affinché possa concedere ai malati la grazia della guarigione e proteggere tutti da questa pandemia. Io so bene quanto hanno fatto per me questa bambina, il beato Carlo Acutis, il venerabile Vittorio Trancanelli, Giampiero Morettini (il giovane seminarista morto prematuramente per il quale dovrebbe a breve aprirsi l’inchiesta diocesana sulle sue virtù) e la beata Madre Speranza di Collevalenza, quell’8 novembre 2020 quando voi eravate a pregare in questa chiesa e io ero quasi al momento di consegnare la mia vita al Signore».

Nell’avviarsi alla conclusione, il cardinale Bassetti ha detto: «Ho avuto la grazia di recarmi in Bolivia, da vescovo di Arezzo, presso una missione dei nostri Padri Cappuccini, e durante il soggiorno mi sono recato in pellegrinaggio al santuario della Madonna Morena dove da poco avevano celebrato la festa del 5 agosto… Carissimi genitori di Sara, come vi ha scritto il vescovo di Gubbio Luciano Paolucci Bedini, continuate a lasciarvi guidare dal Signore e a camminare con fiducia verso la terrà promessa della piena comunione con Dio Amore. Il messaggio di vostra figlia è un messaggio chiaro: Sara ci dice che la vita, nonostante tutto, non ci viene mai tolta, ci viene trasformata e mentre viene distrutta la dimora di questo esilio terreno, una abitazione eterna di gioia e di gloria è preparata in Cielo. Questo vale per Sara, Vittorio, Giampiero, per tutti i beati, i santi e per tutti noi».

Com. stampa a cura di Riccardo Liguori /

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