Fondazione San Lorenzo, più risorse e servizi per le povertà

Fondazione San Lorenzo, più risorse e servizi per le povertà

Costi, servizi e volontari nel documento presentato in città

📌 FLASH NEWS – Presentato a Perugia il Bilancio sociale 2025 della Fondazione di Carità San Lorenzo: 2.454.964 euro di costi complessivi, volontari e donatori sostengono servizi capaci di generare circa 4,5 milioni di euro di valore sociale


È stato presentato venerdì 11 settembre, nella Sala delle Colonne di Palazzo Graziani a Perugia, il Bilancio sociale 2025 della Fondazione di Carità San Lorenzo ETS. L’organizzazione costituisce l’ente operativo della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve.

Il documento, intitolato “Un cammino condiviso”, descrive le attività portate avanti durante l’anno, le risorse impiegate, l’apporto dei volontari e il valore prodotto attraverso i servizi rivolti alle persone in difficoltà. La presentazione ha riunito rappresentanti delle istituzioni civili, delle realtà ecclesiali e del volontariato.

L’incontro ha evidenziato la collaborazione instaurata tra la Fondazione, la Regione Umbria, la Provincia, i Comuni, i donatori e le imprese. Una rete costruita per affrontare situazioni di povertà, fragilità ed esclusione sociale mediante interventi coordinati e percorsi orientati al recupero dell’autonomia.

La testimonianza dal Villaggio della Carità

Uno dei momenti centrali della presentazione è stato affidato ad Alessia Martani, giovane con disabilità impegnata in un tirocinio nel servizio di portineria e accoglienza del Villaggio della Carità di Perugia.

Alessia Martani ha raccontato direttamente al pubblico le mansioni che svolge ogni giorno. Il suo compito consiste nell’accogliere le persone che raggiungono la struttura, offrendo loro il primo saluto e indicando i servizi ai quali possono rivolgersi.

La giovane ha inoltre invitato i presenti a visitare il Villaggio della Carità per conoscere le attività che vi vengono svolte. La sua esperienza ha mostrato come un percorso di inclusione lavorativa possa diventare parte integrante del sistema di accoglienza e assistenza.

L’arcivescovo metropolita di Perugia-Città della Pieve, Ivan Maffeis, ha richiamato proprio questa testimonianza per rappresentare concretamente il significato del titolo scelto per il Bilancio sociale. Il lavoro svolto da Alessia Martani è stato indicato come un esempio della partecipazione di persone diverse alla costruzione di una comunità inclusiva.

Il messaggio dell’arcivescovo Ivan Maffeis

La presentazione si è tenuta nel giorno del quarto anniversario dell’ordinazione episcopale di Ivan Maffeis. Nel suo intervento conclusivo, l’arcivescovo ha collegato la data dell’11 settembre al venticinquesimo anniversario degli attentati del 2001 contro le Torri Gemelle di New York.

Ivan Maffeis ha posto a confronto l’immagine di una città devastata dalla guerra e dalla violenza con quella di una comunità impegnata a costruire attraverso la collaborazione. In questa prospettiva, Perugia è stata descritta come una città capace di unire persone, istituzioni e organizzazioni intorno a obiettivi comuni.

Il Bilancio sociale rappresenta, secondo l’arcivescovo, sia il segno di questo lavoro collettivo sia uno strumento utile per proseguirlo. Il documento consente infatti di rendere visibili le risorse utilizzate, i servizi garantiti e le responsabilità assunte dai diversi soggetti coinvolti.

Cinquant’anni di attività della Caritas perugina

Ad aprire gli interventi è stato don Marco Briziarelli, presidente della Fondazione di Carità San Lorenzo ETS e direttore della Caritas diocesana. Il sacerdote ha ricordato il traguardo dei primi cinquant’anni di attività della Caritas perugina.

Nel presentare il Bilancio sociale, don Marco Briziarelli ha spiegato che le risposte alle condizioni di povertà non possono essere affidate a un unico soggetto né suddivise in iniziative isolate. L’azione sociale richiede invece il coinvolgimento coordinato di operatori, volontari, istituzioni, donatori e imprese.

Dietro ogni progetto e ogni dato riportato nel documento ci sono, secondo il presidente, persone accolte, bisogni concreti e percorsi di accompagnamento. La finalità non si limita alla distribuzione di aiuti materiali, ma comprende la costruzione di opportunità di rinascita e autonomia.

Una particolare attenzione è stata riservata alle madri che vivono condizioni di difficoltà e che vedono il proprio futuro strettamente connesso a quello dei figli. Gli interventi della Fondazione puntano a restituire dignità e possibilità di scelta alle persone sostenute.

Don Marco Briziarelli ha attribuito un ruolo determinante alle centinaia di volontari che collaborano con l’organizzazione. Trasparenza, responsabilità condivisa, fede, speranza e servizio sono stati indicati come i riferimenti lungo i quali continuare il percorso.

I costi sostenuti e le necessità finanziarie

I principali dati economici sono stati illustrati da Luciana Stazi, commercialista e componente del gruppo che ha curato la redazione del Bilancio sociale 2025. Il documento dedica un’intera pagina a ciascun servizio, così da rendere riconoscibili le attività realizzate e ciò che si trova dietro le cifre.

La scelta adottata nella costruzione del rapporto mira a collegare i numeri alle persone, alle relazioni e alle necessità affrontate. I dati rinviano a condizioni nelle quali possono mancare una casa, il cibo, i medicinali o quanto occorre per una vita dignitosa.

I costi complessivamente sostenuti dalla Fondazione sono pari a 2.454.964 euro. Una volta escluso il valore attribuito alle donazioni in natura e considerando gli importi arrotondati, le spese effettive e le necessità finanziarie annuali raggiungono circa un milione e mezzo di euro.

Luciana Stazi ha sottolineato che la disponibilità di questi apporti è indispensabile per garantire l’operatività della struttura. In assenza delle risorse necessarie, l’organizzazione potrebbe continuare ad ascoltare le richieste delle persone, ma non sarebbe in grado di fornire risposte e aiuti concreti.

Il contributo economico del volontariato

Accanto ai costi sostenuti sono stati calcolati alcuni valori figurativi, cioè risorse che non corrispondono a un pagamento effettuato ma che permettono di misurare il contributo ricevuto gratuitamente.

Il lavoro dei volontari, determinato su base oraria, è stato valutato per difetto in circa un milione di euro. Il calcolo non comprende l’attività prestata dai medici, dai volontari dell’ufficio amministrativo, dagli avvocati, dal commercialista, dai consiglieri e da numerose altre persone.

Il valore reale dell’impegno gratuito messo a disposizione della Fondazione risulta quindi più ampio rispetto alla cifra inserita nel documento. Il dato consente comunque di comprendere quanto la continuità dei servizi dipenda dalla disponibilità di competenze, tempo e professionalità offerte senza corrispettivo.

Il Bilancio sociale attribuisce inoltre ai servizi erogati un valore complessivo di circa 4,5 milioni di euro. Questo importo fotografa la dimensione economica delle prestazioni garantite alle persone e alla comunità attraverso le risorse disponibili.

Ogni risorsa produce un valore sociale maggiore

Il capitale investito indicato nel documento ammonta a 459.518 euro. Il confronto con il valore dei servizi erogati mette in evidenza la capacità della Fondazione di trasformare le risorse raccolte in attività sociali di portata superiore.

Luciana Stazi ha spiegato che ciascun euro messo a disposizione genera un valore sociale più elevato. Il risultato è legato alla combinazione tra finanziamenti, donazioni in natura, lavoro volontario e collaborazione con professionisti, istituzioni e soggetti privati.

A sostenere il sistema sono le persone che destinano risorse attraverso l’8xmille, il 5xmille, le donazioni occasionali e quelle periodiche. A questi contributi si aggiungono quelli forniti dalle imprese e dagli enti.

Il Bilancio sociale consente così di ricostruire non soltanto il flusso delle risorse economiche, ma anche il modo in cui queste vengono trasformate in accoglienza, assistenza e accompagnamento delle fragilità.

Il nuovo corso della Fondazione San Lorenzo

Alla presentazione è intervenuta anche Francesca Picciaia, professoressa associata di Economia aziendale presso l’Università degli Studi di Perugia. Il suo contributo si è inserito nell’analisi del documento e del valore prodotto dalle attività della Fondazione.

Il direttore Alfonso Dragone ha invece illustrato il nuovo corso della Fondazione di Carità San Lorenzo e il nuovo logo scelto dall’organizzazione. Il rinnovamento dell’identità accompagna il percorso descritto dal Bilancio sociale e l’evoluzione dei servizi.

Sono state presentate anche altre esperienze maturate nelle strutture della Fondazione. Simona Bianconi, referente della PAA, Pronta Accoglienza Adulti, ha portato la testimonianza legata al servizio dedicato alle persone adulte.

Valentina Milletti, vicepresidente della Fondazione di Carità San Lorenzo e volontaria, ha raccontato l’attività svolta nella mensa “don Gualtiero” del Villaggio della Carità.

Le testimonianze hanno completato la lettura economica e organizzativa del documento, mostrando l’applicazione quotidiana dei servizi descritti. Il Bilancio sociale 2025 restituisce così il quadro di una rete composta da operatori, volontari, donatori, imprese, istituzioni e realtà ecclesiali, impegnata a sostenere chi attraversa una condizione di bisogno.

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