«Esperienza di vita per costruire comunità e pace»
Celebrazioni intense e partecipate tra Terni e Narni per la Veglia pasquale e la solennità della Pasqua di Risurrezione, presiedute dal vescovo Francesco Antonio Soddu.
Nella Cattedrale di Terni, la Veglia si è aperta sul sagrato con il suggestivo rito del lucernario, la benedizione del fuoco nuovo e l’accensione del cero pasquale, portato in processione lungo la navata al canto del Lumen Christi. A seguire, la liturgia della Parola, quella battesimale con la benedizione dell’acqua e il rinnovo delle promesse, fino alla celebrazione eucaristica concelebrata dal vicario generale mons. Salvatore Ferdinandi e dal parroco don Alessandro Rossini.
«Stanotte – ha detto il vescovo – siamo chiamati a incontrare il Signore risorto, fondamento di una vita nuova». Un invito a lasciarsi alle spalle paure e stanchezze: «Se guardiamo a Gesù risorto, tutto ciò che è motivo di paura scompare».
Il giorno di Pasqua, domenica 5 aprile, mons. Soddu ha presieduto la solenne celebrazione nella concattedrale di Narni, concelebrata dal parroco don Sergio Rossini. Nell’omelia ha ripercorso i racconti evangelici della risurrezione, dalle donne al sepolcro agli apostoli, fino ai discepoli di Emmaus, evidenziando il passaggio «dal buio del dolore all’esplosione della gioia».
«In tutte queste vicende ci siamo noi», ha sottolineato, richiamando ogni fedele a uscire «dalla notte delle chiusure e delle paure» per vivere una fede rinnovata.
Il cuore del messaggio è chiaro: la Pasqua non è solo memoria, ma esperienza viva. «È un’esperienza di vita da accogliere e condividere – ha affermato – e più si accoglie e si condivide, più si contribuisce a creare persone e comunità autentiche, capaci di umanità ed essere costruttori di pace».
Un richiamo anche alla concretezza delle relazioni, in un tempo segnato da distanze e individualismi: «Il Signore ci insegna ad annullare le distanze e a creare rapporti di vicinanza e prossimità».
La celebrazione pasquale diventa così invito a testimoniare la fede nella quotidianità, trasformando la gioia della risurrezione in impegno concreto per la vita, la solidarietà e la pace.

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