Assisi, premier Conte, da San Francesco messaggio rivoluzionario

Assisi, premier Conte, da San Francesco messaggio rivoluzionario

Assisi, premier Conte, da San Francesco messaggio rivoluzionario Oggi ad Assisi le celebrazioni di San Francesco, santo Patrono d’ Italia. Nella Basilica superiore si è tenuta la celebrazione eucaristica: in prima fila c’era il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che al termine della messa ha pronunciato un discorso alla Nazione dalla loggia del Sacro convento. A presiedere la celebrazione l’arcivescovo Metropolita di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, con tutti i vescovi campani. E’ infatti la regione Campania, quest’ anno, a donare l’olio per alimentare la lampada che per tutto l’anno arderà accanto al sepolcro di San Francesco: in rappresentanza della Regione, sono arrivati ad Assisi il presidente Vincenzo De Luca e il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris. Accanto al presidente del Consiglio, presenti anche la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, il sindaco di Assisi, Stefania Proietti e il prefetto di Perugia, Claudio Sgaraglia. Per la festa di San Francesco ad Assisi sono giunti circa 10mila pellegrini e 250 sindaci.

L’ARRIVO DI CONTE
Intorno alle 9,30 il premier Giuseppe Conte è arrivato al Sacro Convento di Assisi. Ad accoglierlo il custode padre Mauro Gambetti, la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini e il portavoce dei francescani di Assisi, padre Enzo Fortunato.

PADRE MAURO: Il calore e il colore della Campania un sussulto di speranza per tutto il Paese

Di fronte a una basilica superiore gremita di un popolo gioioso e festante a fianco delle autorità religiose e civili di tutta Italia, il Custode del Sacro convento Padre Mauro Gambetti ha rievocato l’accoglienza ricevuta durante una visita a Napoli. Ecco parte del suo intervento: “Ricordo – ha detto Gambetti – il percorso in auto per arrivare alla Curia vescovile. Una vigilessa di ferro ci impedì di prendere la via breve, in quel giorno interdetta al traffico. Il navigatore ci spinse in un labirinto di stretti vicoli del quartiere Spaccanapoli. Un’esperienza indimenticabile. I muri degli edifici sembravano convergere verso un punto all’orizzonte. Immaginavo la scena e i titoli: frati incastrati con l’auto in un vicolo di Napoli; ma al contempo ero trasecolato, afferrato dal fascino di quelle vie. Raggi di sole che facevano capolino tra gli alti palazzi e zone d’ombra che rendevano cupi gli anfratti tra le abitazioni, degrado e bellezza, energia vitale e aria stagnante. Porto con me quell’immagine. Mi pare che rappresenti l’Italia di oggi”.

“Cosa fare? – ha proseguito il Custode – Cedere allo scoraggiamento e ritirarsi davanti alle difficoltà? O, all’opposto, intervenire con il pugno duro per eliminare i problemi (e i cattivi)?  Gli adulti sanno che non esiste il popolo dei puri; vivono responsabilmente e convivono civilmente, si sporcano le mani ed evitano giudizi sommari, lottano e pazientano in mezzo alle contraddizioni della realtà. Quanti campani ho visto agire così! E quanti italiani! In tal modo si costruisce la società!”

L’OMELIA DEL CARDINAL SEPE

Il cardinal Sepe ha celebrato la messa solenne delle 10 in basilica superiore.

Nel corso dell’omelia, Sepe ha ricordato che “Francesco si è recato in Campania agli inizi del 1200. La nostra regione è stata da sempre segnata dal fascino del suo carisma. Sono tanti i santi – religiosi e laici – che si sono ispirati a lui. Tante le chiese, i conventi, le opere sociali nate da quell’esperienza, così profondamente radicata nel tessuto civile e religioso del nostro popolo”.

“La vicenda di Francesco – ha proseguito – è oggi, di grande attualità anche per il dialogo interreligioso e per la pace mondiale, tanto da rappresentare, pur a distanza di molti secoli, l’avvenimento più emblematico nella ricerca di coesione e reciprocità tra popoli e culture diverse. Un dialogo che continua a dare i suoi frutti, creando condizioni di interlocuzione e di pace, mentre registriamo un forte processo di immigrazione che resta una grande questione mondiale, una difficile sfida per la politica, per la società civile, per la nostra identità culturale e religiosa”.

“Qui, ad Assisi, – ha concluso il cardinale – con l’offerta dell’olio che alimenta la lampada votiva di Francesco, la Campania, nel solco della sua tradizione millenaria, vuole gridare il suo impegno a lavorare per la pace nel mondo e la concordia tra i popoli; a rispettare e difendere la bellezza del Creato come dono di Dio; a fare della lotta alla povertà non un occasionale gesto di solidarietà ma il progetto di una società più giusta e a dimensione umana. E’ l’intera Campania che ad Assisi, davanti a San Francesco, ripete e conferma, con la fiducia e l’audacia del Santo Patrono dell’Italia,  In letizia nonostante tutto”.

Le ultime parole affidate alla benedizione, in dialetto napoletano: “Dio Vi benedica, e ‘A Maronna V’accumpagna!”

I SALUTI DELLE AUTORITA’ CIVILI E RELIGIOSE DALLA LOGGIA DEL SACRO CONVENTO

Primo saluto istituzionale dalla loggia del Sacro Convento quello affidato al Ministro Generale dell’Ordine Francescano, Marco Tasca, che ha sottolineato come “l’accoglienza illumini il nostro presente e come la fraternità ne sia il tratto distintivo: riconoscendo l’altro come fratello, diventiamo il lievito che fermenta la massa dal di dentro”.

A seguire, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca:  “La Campania è tutta in questa piazza. Coi suoi sindaci, la sua gente, le sue contraddizioni, le sue sofferenze. E dalla Campania sorge un messaggio di speranza: quando ricordiamo Francesco e il suo messaggio, ci sentiamo una grande famiglia unita.

Viviamo un tempo complicato, siamo travolti da immagini e parole, spesso false, siamo trascinati in una dimensione di vita spesso finta. Siamo obbligati ad allontanarci da valori umani fondamentali. Francesco è il richiamo alla terra, alle radici ai valori dei nostri antenati. Abbiamo la necessità di rivivere quei grandi valori, perché la crisi più grave della nostra epoca è la crisi dell’autorità. Francesco decise di rispettare l’autorità, ma non rimanendo passivo, dando vita a una rivoluzione spirituale.

La coerenza di vita è un messaggio per chi crede e per chi non crede. Francesco è portatore di valori di umanità più alti. L’attuale secolo deve vedere l’umanità raggiungere un sistema di valori umani fondamentali: uguaglianza, lotta alla povertà, rispetto per la donna e la sua integrità”.  Torniamo oggi alle nostre case – ha concluso De Luca – più ricchi di spiritualità. Fra tanti problemi che abbiamo in Italia, c’è bisogno di serenità. Viviamo ogni giorno elementi

CONTE: NON POSSEDIAMO IL NOSTRO PAESE, LO CUSTODIAMO

“San Francesco – ha esordito Conte – ha attuato il messaggio più rivoluzionario mai concepito: gli ultimi diventano i primi. Questo dovrebbe essere il messaggio che orienta chi guida la res pubblica. Lavorare per il Bene Comune è mettere le persone al centro delle proprie iniziative.

Il premier ha poi rivendicato il Decreto Dignità: “Dignità è una parola troppo spesso trascurata, che abbiamo associato al tema del lavoro”.  Un lavoro che spesso manca, espressione di un’economia che deve rispettare l’ambiente per garantire il futuro ai giovani. “Non possediamo il nostro paese, lo custodiamo”, ha concluso Conte.  In seguito il sindaco di Assisi, Stefania Proietti, ha ricordato come il tema ambientale sia chiave, specie nella città di san Francesco, per consegnare alla giovani generazioni un futuro più equo.  L’amministrazione della Città ha fatto di questo tema il suo tratto distintivo, e oggi pomeriggio, alle 15 in Comune, verrà firmato un Protocollo d’Intesa con il ministro dell’ambiente Sergio Costa.

A chiudere, il vescovo di Assisi, Gualdo Tadino e Nocera Umbra, Domenico Sorrentino: “Nel Santuario della Spoliazione, sede della nostra diocesi, c’è il luogo in cui san Francesco si spogliò di tutto per essere fratello universale, povero con i poveri.”  Infine, Sorrentino ha esortato i tanti campani presenti ad affrontare i problemi con una “speranza nuova”.

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