👎Pollice verso – Liste d’attesa, parte seconda, dalla padella alla brace

Liste d’attesa, parte seconda, dalla padella alla brace

da Stella Carnevali
Da pochi giorni abbiamo raccontato la storia di una persona che ha atteso 15 mesi per essere sottoposta a gastroscopia (dal marzo 2018).

E finalmente aveva ricevuto l’attesa telefonata per l’appuntamento di lunedì 3 giugno 2019 alle 11, nel reparto di Gastroenterologia del Santa Maria della Misericordia a Perugia.

Sala d’attesa, accettazione deserta. Finalmente un’infermiera che trascrive in un foglio il nome e il cognome della persona compreso l’orario assegnatole.

La sala d’aspetto comincia a riempirsi.

Entra un infermiere che annuncia che, poiché non tutti dovranno fare lo stesso esame, per esempio, chi dovrà solo farsi visitare il colon, avendo più strumentazioni a disposizione, avrebbe fatto presto, mentre chi avesse dovuto fare una gastroscopia, avrebbe aspettato di più perché la stanza era una sola, strumentazione compresa.

Passa un’altra ora sono le 12.30, la persona delle 11 e dei 15 mesi di attesa, torna al banco del reparto a chiedere all’infermiera se può vedere la lista in cui è stata inserita, per farsene una ragione di quella lunga attesa. L’infermiera gentile le fa vedere un suo foglietto dove ha segnato le persone che via via arrivavano riscontrandone la prenotazione.

La persona delle 11 e dei 15 mesi è la prima e, nel vedere il foglietto, non può non memorizzare i due cognomi successivi.

Ora sa che è la prima e si siede di nuovo sollevata.

Entra un medico in divisa verde a cui va incontro una bella ragazza, baci e abbracci. Lei si risiede, lui torna al reparto.

Pochi minuti ed un infermiere annuncia un cognome che, alla persona delle 11 e 15 mesi,  risultava essere il terzo dopo il suo. E si alza la bella ragazza che stava, è ovvio passandole avanti, quella dei baci e abbracci, non è mica peccato.

Ci pensa un attimo,  la 11 e 15 mesi, poi decide quieta di chiedere spiegazioni. Torna verso il reparto, incontra un giovane infermiere al quale spiega il disagio.

“Mi aspetti qui, torno subito”  le risponde.

Ed arriva insieme al dottor che avrebbe dovuto farle la gastroscopia.

La persona delle 11 e 15 mesi, era, come da protocollo, accompagnata in quanto questo tipo di analisi si fa in sedazione. Quindi all’uscita non avrebbe potuto guidare o tornare da sola.

Il dottor invita entrambe le persone a seguirlo fino a che non trova uno studio vuoto, le fa entrare e chiude la porta.

Con aria seccata chiede cosa stia succedendo. Gli viene raccontata la storia, dei  15 mesi di attesa, subito interrotta

“Io che c’entro”? il dottore

“No, guardi è solo per farle capire cosa è accaduto”.

Dottore: “ Sono venuto qui a fare il Commissario perché non funzionava niente, ho avuto l’accortezza di richiamare persone che aspettavano da due anni e, una di queste aveva un tumore! Pensate!”.

Le due persone pazienti: “Giusto per sapere quanto c’è ancora da aspettare, visto che sono passate le 14 pomeridiane”.

Dottore: “Come tra mezz’ora come alle 20 di stasera” – risponde  – dipende il congegno si è inceppato. E poi guardi la signora che lei dice le è passata avanti, ha solo 40 anni…”

Durante la breve pausa compare una nuvoletta muta sulla teste delle due persone: “Dunque siamo vecchie, meglio aspettare”.

L’accompagnatrice aveva degli impegni nel primo pomeriggio. Non sapevano come fare, se andare via . E dopo quanti altri 15 mesi avrebbe aspettato?

Ma la persona delle 11 e 15 mesi stavolta alza la voce: “Insomma mi vuol dire se questo esame me lo fa o no?”

Dottore: “Gliel’ho già detto come tra poco come alle 20, sto aspettando il tecnico, caso mai se mi aspetta, l’accompagno io”.

“Ma scusi dottore – lo interrompe – non potreste , così come c’è scritto in bacheca nel corridoio dare all’inizio dei cartoncini colorati con su i numeri in ordine d’arrivo?”

Non l’avesse mai pronunciata quella parola!

“Numerino? Numerino? – arrabbiato il dottore – se voleva un il numerino dovevate andare in macelleria o a farvi dare 1 etto di prosciutto. Il numerino! Sono un professionista, io decido, qui sono il commissario, sono dovuto venire in questa città di…..”

“La trova una colpa essere perugini” incalza l’accompagnatrice”.

Ma ormai aveva aperto la porta per congedarsi. E farle tornare in sala d’attesa.

Adesso capivano perché al front-office dell’accettazione del reparto, alle spalle dell’infermiera c’era un foglio dal titolo buffo, giacché chi andava lì doveva per forza essere digiuno.

MENU DA PREPARARE TUTTE LE MATTINE

Prendere due decilitri di pazienza

1 tazza di bontà

4 cucchiai di buona volontà

1 dose di buona fede

Aggiungere: 2 manciate di tolleranza

Un poco di prudenza

Qualche filo di simpatia

Una manciata di quella piccola pianta che si chiama umiltà

e una gran quantità di buonumore.

Per finire: condite tutto con molto buon senso,

lasciate cuocere a fuoco lento e avrete sicuramente

UNA BUONA GIORNATA

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