Vicende giudiziarie azienda manutenzione attrezzature Giunta lo sa?

Secondo allarmanti notizie di stampa, a fine febbraio sarebbe stato arrestato l'ex amministratore delegato di una delle imprese vincitrici la procedura

Vicende giudiziarie azienda manutenzione attrezzature Giunta lo sa?

Nel corso della seduta odierna dell’Assemblea legislativa dedicata alle interrogazioni a risposta immediata (question time), i consiglieri Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari (M5S) hanno presentato l’atto ispettivo con cui chiedono “se la Giunta regionale è a conoscenza delle vicende giudiziarie che hanno coinvolto l’impresa vincitrice di un appalto, in Umbria, per la manutenzione delle apparecchiature mediche. Secondo allarmanti notizie di stampa, a fine febbraio sarebbe stato arrestato l’ex amministratore delegato di una delle imprese vincitrici la procedura, con accuse pesantissime proprio in merito a presunte gare pilotate nell’ambito della sanità regionale in Trentino Alto Adige e nel resto d’Italia.

Ciò che emergerebbe dall’inchiesta è molto allarmante, soprattutto considerando l’ostracismo e l’insofferenza che incontrano le nostre richieste di chiarimento da parte di Umbria Salute”. Maria Grazia Carbonari ha inoltre domandato “se la Regione Umbria (attraverso i propri uffici, Umbria Salute o le altre aziende sanitarie ed ospedaliere), pur volendo rispettare la presunzione di non colpevolezza, ritenga opportuno svolgere ulteriori approfondimenti rispetto a tale procedura e alle imprese vincitrici, anche mediante eventuali azioni in auto-tutela, al fine di assicurarsi l’assoluta regolarità di ogni fase dei controlli e in modo da prevenire potenziali gravi rischi per le finanze pubbliche (decine di milioni di euro) e per la futura qualità del servizio sanitario regionale”.

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L’assessore Luca Barberini ha risposto spiegando di aver “richiesto informazioni al ‘Responsabile unico del procedimento’, un funzionario dell’Azienda ospedaliera di Perugia. L’inchiesta non riguarda alcuna situazione riconducibile alla Regione Umbria. Nel febbraio 2017, quando sono state presentate le offerte, l’amministratore in questione non aveva alcun ruolo nella società. Solo a novembre dello stesso anno la Ebn si è trasformata in spa e dopo quella trasformazione l’amministratore delegato della società è diventato colui che poi è risultato indagato.

La documentazione della società è stata verificata ed è risultato che dal casellario giudiziale del soggetto non risultava nulla. L’aggiudicazione è stata effettuata con determina dirigenziale del 12 febbraio 2018. Solo successivamente, per la prima volta il 20 febbraio, sono comparse notizie di stampa sulla vicenda. In ogni caso solo la condanna con sentenza definitiva può portare a rivedere gli appalti. E l’amministratore delegato è cambiato, dato che l’indagato si è già dimesso e non ha più nulla a che fare con la Ebn.

Presso il Tar dell’Umbria è inoltre pendente un ricorso presentato il 14 marzo da un’altra ditta che ha partecipato alla gara di appalto”. Carbonari ha replicato evidenziando che “sono sei mesi che chiedo i documenti di questa gara e non mi vengono forniti.

Sarà il Tar a fare chiarezza

Ora sarà il Tar a fare chiarezza. Andrebbe comunque applicato il principio comunitario di precauzione, che invece la Giunta non sembra voler seguire. Il solo fatto di avermi negato i documenti, chiedendomi anche 700 euro per averli, mi lascia molto perplessa per l’ostruzionismo che mi è stato opposto”. Barberini ha spiegato infine che “il regolamento di ‘Umbria salute’ per l’accesso agli atti è chiaro. Si paga una certa cifra per ogni copia richiesta e la quantità di documenti richiesti dal consigliere è piuttosto rilevante e per questo la cifra è salita a 700 euro”.

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