Vaccinazioni, PD e SeR: Obbligo non in discussione, ma tutti terminino anno scolastico

Ma resta fermo il principio sancito dalla legge, introducendo un obbligo che tutela in primo luogo i bambini più deboli che, per immunodeficienza o altre patologie, non possono vaccinarsi e rischiano, in tal modo, di contrarre malattie che ormai si pensavano debellate

Per i gruppi del Pd e dei Socialisti e Riformisti a Palazzo Cesaroni “La legge sta producendo i suoi frutti e rendere obbligatorie le vaccinazioni dei bambini per la loro ammissione a scuola è una misura di civiltà a tutela della salute pubblica"

Vaccinazioni, PD e SeR: Obbligo non in discussione, ma tutti terminino anno scolastico

Secondo i gruppi del Partito Democratico e dei Socialisti e Riformisti a Palazzo Cesaroni “La mozione approvata oggi in Consiglio regionale affinché la Giunta si adoperi per consentire ai bambini non ancora in regola con l’obbligo vaccinale, introdotto dal decreto n. 73 del 7 giugno 2017, di terminare senza interruzione l’anno scolastico in corso non mette in discussione la validità dell’obbligo stesso”.

Per il gruppi Pd e SeR, infatti, “Si tratta solo di consentire il regolare svolgimento dell’anno scolastico, senza creare problemi soprattutto allo stato psicologico dei bambini non ancora vaccinati. Ma il principio sancito dalla legge, introducendo un obbligo che tutela in primo luogo i bambini più deboli che, per immunodeficienza o altre patologie, non possono vaccinarsi e rischiano, in tal modo, di contrarre malattie che ormai si pensavano debellate, resta fermo”.

“La legge sta producendo i suoi frutti – concludono i consiglieri del Partito Democratico e dei Socialisti e Riformisti – e rendere obbligatoria la vaccinazione dei bambini per la loro ammissione a scuola è una misura di civiltà a tutela della salute pubblica, sulla cui applicazione continueremo a vigilare. Si tratta infatti di una normativa che sta raggiungendo, con l’Umbria tra le regioni battistrada, gli obiettivi prefissati, consentendo di superare la soglia del 95% di popolazione vaccinata”.

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