Umbria non è un oggetto da conquistare per rivincite politiche

Umbria non è un oggetto da conquistare per rivincite politiche

La terra umbra non è un “oggetto” da conquistare. Non è il luogo di rivincite politiche. Non è una provetta per sperimentare “patti civici” che, in realtà, sono “accordi politici”, veri e propri, ovviamente comprensibili e legittimi.
L’Umbria, per la sua identità storica e i suoi valori, deve costruire “con gli umbri e dagli umbri” il suo futuro. Il 28 ottobre, dopo le elezioni, la politica nazionale tornerà a Roma mentre noi rimarremo in Umbria. Se sapremo cambiare, con la capacità di fare e scegliendo il merito, la Regione si svilupperà, altrimenti perderemo ulteriori 15.000 posti di lavoro come fatto negli ultimi 10 anni. Tutto molto semplice e chiaro.
Forse per questo che si sentono molte riflessioni politico strategiche ma pochi programmi per l’Umbria. Noi Per la Nuova Umbria (coalizione solo civica con le liste Ricci Presidente, Italia Civica e Proposta Umbria) siamo quasi “anomali” avendo proposto 500 progetti in 5 linee guida: consultabili su www.claudioricci.info.
Per quanto attiene alle inchieste sulla sanità (ove credo di aver dimostrato un comportamento incisivo ma con opposizione costruttiva) osservo come “improbabile” l’idea che i “denuncianti si alleino, per spirito civico, con chi ha governato la sanità” (ovviamente tutti sono estranei alle vicende fino ad eventuale sentenza).
Anche qui tutto molto semplice e chiaro. Forse…
Claudio Ricci.

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