Testamento biologico a Perugia, il comune permetta l’accesso ai cittadini

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Testamento biologico a Perugia, il comune permetta l’accesso ai cittadini

PERUGIA – “Il Testamento biologico – dichiarano i Consiglieri Comunali Tommaso Bori e Sarah Bistocchi – è stato, negli ultimi anni, uno dei temi che ha eticamente più coinvolto la sensibilità degli italiani, dando vita ad un dibattito molto sentito e vivace tra i cittadini e che, a livello legislativo, si è concluso nel prendere atto che era doveroso per lo Stato intervenire per mettere a sintesi etiche diverse e nuove necessità in risposta ai bisogni contemporanei”.

Il dibattito ha portato nel 2017 alla legge “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento”, in vigore dal 31 gennaio 2018, con cui si stabilisce che ogni persona capace di agire ha il diritto di rifiutare, in tutto o in parte, qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario indicato dal medico per la sua patologia.

“Il Consiglio Comunale di Perugia – spiegano i due consiglieri PD – con molta lungimiranza e all’avanguardia nei tempi e nei temi, dopo aver recepito le istanze contenute in una petizione popolare avente e le proposte del gruppo consiliare del Partito Democratico,  ha disposto tramite la delibera n. 35 del 2010 che, anche senza una legge specifica nazionale, fosse istituito il registro e con delibera consiliare n. 110 sempre del 2010 fu istituita una Commissione consiliare di studio per l’elaborazione delle linee guida per la redazione del regolamento comunale per il registro dei testamenti biologici.”

“Grazie al prezioso contributo in Commissione della professoressa Alessandra Pioggia della cattedra di diritto amministrativo, del professor Mauro Bacci della cattedra di medicina legale e del dottor Fausto Grignani il testo per regolamentare il registro per le dichiarazioni anticipate di trattamento nel Comune di Perugia è stato definitivamente approvato dal Consiglio Comunale il 07 marzo 2011 con delibera n. 38”.

“Sono trascorsi 7 anni dall’approvazione – concludono Bori e Bistocchi – e la nostra proposta è diventata una legge nazione, dunque un diritto per tutte le persone e non solo i cittadini di Perugia. Ma l’attuale amministrazione non ha predisposto le informazioni sull’accesso a questo servizio per il cittadino che è in vigore da mesi e la pagina che era precedentemente dedicata al registro risulta “in fase di aggiornamento”.

Per questo abbiamo presentato un ordine del giorno con cui chiediamo al centro destra di ottemperare, seppur in ritardo, alle disposizioni del Consiglio Comunale prima e della legge nazionale poi, prevedendo non solo la possibilità di deposito del testamento biologico, ma rendendo concreto ed effettivo il supporto dell’Ente a chi volesse depositare la propria dichiarazione per la libertà di cura, fornendo un fac-simile che può essere poi personalizzato, su cui basare il documento con il quale una persona nel pieno possesso delle proprie capacità manifesta ai medici la propria volontà in ordine ai trattamenti sanitari a cui essere o non essere sottoposta nel momento in cui si trovasse in una situazione di perdita di coscienza ritenuta dai medici curanti non ragionevolmente reversibile”.

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