Polemica Frecce Tricolori, il botta e risposta tra Romizi e Verini

 
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Polemica Frecce Tricolori, il botta e risposta tra Romizi e Verini

«Può un parlamentare che sta al Governo prendersela con un sindaco perché il suo Governo manda, e ne siamo felicissimi, le Frecce tricolori in giro per l’Italia?». E con queste parole il sindaco Romizi ha replicato alle critiche rivoltegli da tanti esponenti dell’opposizione e dal deputato Walter Verini. Lo ha fatto in un intervento su Umbria radio InBlu.

“Il passaggio delle Frecce Tricolori nei cieli di diverse città italiane non può in alcun modo giustificare quello che è avvenuto nel centro di Perugia, con incredibili, ingiustificati e pericolosi assembramenti di centinaia e centinaia di persone. E ancora meno si può giustificare il comportamento del Sindaco che, con la fascia, invece di adoperarsi per prevenire e risolvere gli assembramenti posava per foto ricordo”. Questo scriveva deputato umbro del PD Walter Verini il 26 maggio.

Polemiche si sono scatenate nelle ore successive allo spettacolo della pattuglia acrobatica, legate al fatto che in centro martedì c’era troppa gente, che il Comune avrebbe dovuto contenerla.

Il primo cittadino ha ricordato “le preoccupazioni ci sono state in tutte le città per la folla che si è radunata in occasione del passaggio delle Frecce. Un parlamentare di maggioranza – spiega – invece di aprire una discussione con il suo ministro, se la prende con il sindaco. Non è che il sindaco è andato in piazza e ha detto ‘raduniamocì. Le autorità civili, quando passano le Frecce tricolori si mettono davanti al palazzo istituzionale per salutarle, come atto di riguardo. È serio pretendere da un sindaco di bloccare questo tipo di iniziativa quando è lo stesso tuo Governo che manda le Frecce? Un orgoglio italiano ma una grande attrazione. Sappiamo che dove vanno le Frecce – ha concluso Romizi –, si radunano tante persone”.

Il sindaco ha poi riferito che “le forze dell’ordine, tra cui anche la polizia municipale, hanno presidiato la situazione, distribuendo anche dispositivi di sicurezza a chi non ne era fornito. L’evento non era organizzato dal Comune di Perugia, né da nessun altro comune. Il  primo cittadino riferisce di “comprendere politicamente che l’iniziativa sia potuta andare a interferire con quanto accaduto venerdì, ma che si debba ricondurre tutti i fatti oggetto di discussione, nella corretta cornice, la più veritiera possibile”.

Martedì il sindaco aveva precisato che quasi tutti avevano la mascherina e che la polizia locale ha provveduto a distribuirle a chi ne era sprovvisto.

Ma Verini non ha digerito la risposta del sindaco Romizi ed ecco che rilancia: “Ho letto la tua risposta alla mia dichiarazione polemica verso la mancanza di iniziative da parte tua (non come persona, ma nella funzione di Sindaco), per prevenire e risolvere i pericolosi assembramenti verificatisi nel centro di Perugia in occasione del passaggio delle Frecce Tricolori. Nella risposta mi inviti a prendermela – come parlamentare di maggioranza – con il Governo, che ha deciso di far volare le Frecce nei cieli d’Italia. Ma che risposta è? Dove sta scritto che se passano le Frecce in periodo di pandemia come questo migliaia di persone si debbano accalcare a testa all’insù, senza alcun rispetto del distanziamento? E dove sta scritto che un Sindaco si debba limitare a mettere la fascia (gesto doveroso) e a posare per foto (meno doveroso ma comprensibile) e non anche ad avvertire prima la popolazione, con tutti i mezzi comunicativi, al fine di evitare quegli assembramenti? E non anche a invitare i cittadini ad ammirare le esibizioni Tricolori in diversi spazi della città e non solo tra Piazza IV Novembre e Corso Vannucci? Seguendo il tuo ragionamento, avendo il Governo deciso di riaprire tante attività, tanti esercizi, tanti luoghi pubblici, se in questi si verificano pericolosi assembramenti, senza rispetto di regole, bisogna prendersela con lo stesso Governo e non con chi, localmente, ha il compito di controllare, prevenire, evitare questi pericoli facendo rispettare le regole. Io, caro Sindaco, non sono animato da pregiudizi e, come sai, rispetto il tuo ruolo e – aggiungo – apprezzo anche il tuo modo pacato di interloquire (anche se non posso dare certo un giudizio positivo sulla tua amministrazione, ma questo lo concederai). Quello che però da parlamentare umbro vedo è un andazzo che non condivido, che caratterizza la destra che ha vinto le elezioni e governa la Regione e molte città. Un andazzo che prevede un copione ormai logoro: “i meriti sono nostri, le colpe del Governo”, in una quotidiana rappresentazione, politicamente parlando, di “pubbliche virtù” che nascondono “vizi privati”, senza prendersi le proprie responsabilità”.

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