Marco Guasticchi si candida alla guida del Partito democratico umbro

 
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Post elezioni, Guasticchi, non consegnare la regione alla Lega
Marco Vinicio Guasticchi

Marco Guasticchi si candida alla guida del Partito democratico umbro. “Sembra anacronistico ma proprio in risposta alla profonda delusione che provo di fronte allo stato comatoso in cui versa il PD, sia a livello nazionale che a livello locale, ho deciso di proporre la mia candidatura per la segreteria regionale”. È quanto dichiarato da Marco Vinicio Guasticchi, vicepresidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, membro della Assemblea nazionale e della Direzione regionale del Partito Democratico. “Rompendo un fariseismo che vedeva ipotetici candidati pronti a sacrificarsi per traghettare il PD umbro verso lidi migliori – ha proseguito Guasticchi –, ritengo che oggi solo un protagonismo di chi ha partecipato e creduto e lavorato per la nascita di questo partito possa strappare dal torpore il PD.

Sono altresì convinto che la riscossa può venire solamente dalla periferia ovvero da tutti coloro che oggi si sentono orfani non di un segretario o un dirigente nazionale, ma di un ideale e di un partito che aveva anticipato di svariati anni gli scenari che avrebbero poi caratterizzato la politica europea se non mondiale, ma sicuramente quella italiana”.

“Il PD – ha aggiunto Guasticchi – era il partito di Macron antelitteram e il segretario Renzi dopo molte battaglie che mi hanno visto sempre protagonista ha rappresentato per noi una risposta ferma ed orgogliosa alla strafottenza di Germania e Francia in un’Europa oggettivamente sbilanciata ma che con Renzi già aveva attivato dei correttivi per noi apprezzabili”.

“Ora riportare tutto nella nostra regione – ha spiegato Guasticchi – significa anche fare autocritica di fronte ad uno scenario del genere dove l’elettorato umbro ha dato chiari segnali di stanchezza ed intolleranza nei confronti del nostro partito reo di non essere più presente nel territorio ed essere diventato autoreferenziale. Ed allora è necessario dare una sferzata, una razionale reazione consci che la colpa della nostra debacle non è del nostro elettorato che non ci capisce più”.

“Dobbiamo però metterci in testa – ha sottolineato Guasticchi – che un ipotetico terzo polo che oggi vedrebbe quello che resta del Pd sicuramente come uno dei maggiori azionisti, non può aprirsi solo alla sua sinistra, ma necessariamente deve guardare al centro moderato e cattolico che non riesce più a ritrovarsi politicamente in partiti come Lega e Cinque stelle che palesano atteggiamenti in netto contrasto con la voglia di moderazione che il nostro ceto medio apprezza”. “Quindi – ha concluso Guasticchi – lavoriamo per la nascita di questo terzo polo che può diventare anche a livello regionale l’unica risposta alla crisi del PD.

Insieme si vince e su questo progetto che metto a disposizione la mia candidatura che non vedo assolutamente incompatibile con la mia ipotetica ricandidatura in Regione per un secondo mandato come prevede lo statuto del nostro partito”.

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