Luca Briziarelli, senatore Lega, non fa sconti, ora la Regione nel 2020 [Video]

Noi siamo una squadra vogliamo andare lontano e portare lontano e guardare al futuro per la nostra regione

Luca Briziarelli, senatore Lega, non fa sconti, ora la Regione nel 2020

Luca Briziarelli, senatore Lega, non fa sconti, ora la Regione nel 2020

“Solo quando si lavora bene i risultati arrivano”, sono le prime parole davanti alla telecamera di Umbria Journal Tv, pronunciate dal senatore Luca Briziarelli (Lega). Un politico, giovanissimo, ma già di “lungo corso”,  che commenta il grande risultato in Umbria del partito di Matteo Salvini. “Eravamo sicuri di aver lavorato bene e diciamo che il risultato ha superato le migliori aspettative – afferma il Senatore -, ma non è il frutto di un mese di campagna elettorale è il frutto di più di due anni di lavoro a livello nazionale e livello regionale”.

Luca Briziarelli non fa sconti a nessuno. «La vittoria di Matteo Salvini è la conferma della linea intrapresa dal segretario, ma – fa rilevare – è anche la conferma dell’attività svolta in Umbria in due anni e mezzo, la bontà delle attività in consiglio regionale e sul territorio. Quella che hanno decretato i cittadini – annuncia – e una doppia bocciatura: la bocciatura di Renzi della parabola del renzismo che si chiude, ma anche la bocciatura del governo Marini che ha, di fatto, messo in ginocchio la nostra regione». Giovani che se ne vanno, difficoltà per le pensioni, la sicurezza, il peso delle tasse, Luca Briziarelli, ne ha un po’ per tutti: è felice per il risultato, ma ha già detto che il vero lavoro comincia adesso.

I cittadini hanno voluto marcare questa scelta – afferma – e se l’hanno fatto scegliendo un programma di rilancio e di costruzione e non un semplice grido di rivolta come quello dei 5 Stelle, l’hanno fatto premiando la coalizione di centrodestra che si è rivelata prima nella nostra regione. Alla Lega va riconosciuto il ruolo di motore trainante della coalizione e non riconosciamo questo peso e questa responsabilità e vogliamo trasformare questa maggioranza di cittadini  in una maggioranza di governo puntando a vincere le elezioni regionali del 2020 per dare alla nostra regione tutte quelle risposte di cui ha bisogno non solo attraverso atti a livello nazionale che da subito, come parlamentari, cercheremo di assumere”.

Il senatore annuncia anche che il nuovo governo regionale che dovrà uscire nel 2020 dovrà saper rispondere esigenze del Umbria. Non si scorda certo della sua Passignano e del suo Lago Trasimeno e dice che per ogni candidato il territorio e il luogo in cui si è stati amministratori e si è operato “è un po’ il cuore e la forza che ci ha spinto”.

VIDEO

Non è un caso che Matteo Salvini abbia voluto scegliere per i due collegi uninominali e per il capolista di camera e senato degli amministratori e “quindi oltre a me che qui a Passignano ho fatto il vicesindaco, ovviamente Donatella Tesei sindaco Montefalco, Virginio Caparvi vicesindaco di Nocera Umbra e Riccardo Augusto Marchetti nostro capogruppo a Città di Castello”.

Sull’essere riusciti a scalzare dall’Umbria dei nomi “storici” della politica di Centrosinistra, Luca Briziarelli non ha dubbi: “E’ stato un risultato Corale – dice – quello di una squadra che ha dimostrato di essere team e quindi non dei singoli, magari pure bravi magari con delle qualità, ma siamo stati una squadra. C’è un proverbio che dice se vuoi andare veloce vai da solo, se vuoi andare lontano vai in squadra. Noi siamo una squadra vogliamo andare lontano e portare lontano e guardare al futuro per la nostra regione”.

Non nasconde la difficoltà che si presenterà su scala nazionale e dice anche che: “Finalmente libera l’Italia dopo quattro governi che l’hanno resa schiava dell’Europa e che hanno guardato più a quello che chiedeva l’Europa piuttosto che a quello che chiedeva la nostra comunità”.

Il neo senatore, giovanissimo, racconta con amore il suo lago: «Un posto che sfido un umbro e non solo a non amare, sicuramente un luogo emblematico. Molti lo sanno ma vale la pena di raccontarlo ancora qui Franco Migliacci, il celebre paroliere, ha scritto la famosa canzone “Una rotonda sul mare” poi i discografici hanno trasformato il lago dove lui l’ha scritta nel mare, ma in realtà è stata scritta qui. Con me – racconta – lo stesso cantautore a paroliere lo ha voluto ricordare».

Il Lago denuncia il parlamentare non è stato valorizzato abbastanza, il Trasimeno è una risorsa e stigmatizza l’insufficienza del sistema viario della nostra Umbria che, ovvio, è troppo strategico per poter valorizzare i tanti luoghi, borchie e paesi situati a ridosso del bacino lacustre.

Luca Briziarelli ha poi ricordato la desolazione di quando, con Matteo Salvini, ha visitato l’aeroporto internazionale dell’Umbria. “Era febbraio – ricorda – è quel giorno c’erano appena due voli, uno per Tirana e l’altro per Catania”.

«E allora – afferma – non si può immaginare una vocazione turistica senza una promozione degna di questo nome. Siamo riusciti come regioni a pubblicizzare in Umbria con una foto di un comune della Val d’Orcia siamo riusciti a sbagliare è il giorno di una fiera in Cina arrivando a Fiera chiusa».

Non si scorda di parlare del terremoto, e punta l’indice su Matteo Renzi che a Perugia al Capitini ha parlato un’ora 8 minuti senza citare il terremoto.

«Forse – dice il senatore – sarà stato un “sussulto di dignità” il suo. Terremoto e ricostruzione rappresentano per l’Umbria il più grande fallimento del suo governo e del governo Gentiloni qui il quadro è chiaro e semplice c’è stata una stratificazione di ordinanze con una valanga di errori non corretti. La nostra richiesta è quella di correggere le ordinanze raccoglierle in un testo unico e approvare una legge speciale che permetta di agire in deroga dando più potere ai Comuni. Non si può gestire – dice infine il parlamentare Leghista – una situazione straordinaria con leggi ordinarie, basti pensare che si ricorre a regi decreti del 1904 per giustificare ricostruzioni dopo gli abbattimenti con delle letture singolari e questo perché tanto il commissario Errani quanto De Micheli, ma soprattutto la presidente Marini, non sono stati in grado di ammettere i ritardi».

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*