Lettera anonima getta nuova luce su bando sei dirigenti in Regione

 
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Lettera anonima getta nuova luce su bando sei dirigenti in Regione

Lettera anonima getta nuova luce su bando sei dirigenti in Regione

Il consigliere Sergio De Vincenzi (misto – Umbria next) annuncia di aver ricevuto una lettera anonima “che getta nuova luce sul bando dei sei dirigenti in Regione”, che lui stesso aveva definito “inutile, costoso, dalle modalità sospette e pertanto assolutamente da sospendere”.

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Nei giorni scorsi ho ricevuto per posta ordinaria, a Palazzo Cesaroni, una lettera anonima che getta nuova luce sul bando dei sei dirigenti in Regione, un bando che non avevo esitato a bollare come inutile, costoso, dalle modalità sospette e pertanto assolutamente da sospendere”. Lo afferma il consigliere regionale Sergio De Vincenzi (misto – Umbria next), spiegando che “come già fatto in passato in situazioni analoghe dal sottoscritto, come da altri colleghi consiglieri, ho ritenuto doveroso inoltrare la missiva alla stessa Procura della Repubblica affinché possano essere messe in atto tutte le verifiche del caso, nel pieno interesse dell’ente Regione e della nostra comunità”.

De Vincenzi evidenzia che “la lettera ricevuta, se da un lato conferma i sospetti avanzati circa modalità di valutazione che ho ritenute ‘oltremodo e incomprensibilmente selettive’, quasi il bando fosse stato ritagliato su misura per talune persone, dall’altro getta nuova luce sulla vicenda, specificando nomi e situazioni. Resta intatto il giudizio politico che ebbi modo di esprimere in precedenza sul bando ritenendo i sei nuovi dirigenti solo un costo che graverà sulle tasche dei cittadini umbri senza reali benefici sulla riorganizzazione della macchina amministrativa regionale”.

Il consigliere di opposizione rileva infine che “di stranezze questo bando ne ha diverse, non ultima il fatto che si proceda senza tentennamenti mentre in sanità si sospendono tutti i bandi in attesa delle nuove regole annunciate dall’assessore Bartolini per l’espletamento dei concorsi. Come al solito due pesi e due misure”. (Acs)

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