Fioroni: Proietti inaugura ma il progetto è della Tesei
Fioroni – La Giunta regionale guidata da Stefania Proietti ha ufficialmente dato il via ai lavori per la Casa della Comunità di Monteluce, ma l’intervento è finito subito al centro di un’accesa polemica politica. Secondo la Lega Umbria, si tratterebbe di un progetto interamente ideato e finanziato dalla precedente amministrazione di centrodestra, e oggi rilanciato senza alcun riconoscimento dell’origine.
Ad alzare la voce è Paola Fioroni, come scrive Piero Pianigiani di CIS, responsabile del dipartimento economia della Lega Umbria, che in una nota definisce “scorretto” il tentativo dell’attuale Giunta regionale di intestarsi un progetto pianificato dalla giunta Tesei durante il suo mandato. “L’intervento – spiega Fioroni – è stato concepito e inserito tra gli obiettivi del PNRR per il potenziamento della sanità territoriale già negli anni scorsi. La pianificazione, l’approvazione, il reperimento dei fondi e l’avvio delle procedure sono opera della precedente amministrazione”.
Secondo la ricostruzione fornita dalla Lega, la Casa della Comunità rappresenta uno dei punti strategici del piano di rilancio dei servizi sanitari di prossimità, concepito per ridare centralità a un quartiere come Monteluce, duramente segnato da anni di scelte fallimentari nella gestione del patrimonio pubblico.
“Monteluce è stato svuotato di funzioni e servizi”, afferma Fioroni, che ricorda come nel 2006, la Regione Umbria decise di conferire l’ex Policlinico – stimato all’epoca in oltre 43 milioni di euro – in un fondo immobiliare con finalità speculative. “Una mossa presentata sotto l’etichetta della finanza creativa – continua Fioroni – che ha prodotto risultati disastrosi: il valore delle quote è crollato, le imprese coinvolte non sono state pagate e il quartiere è rimasto privo di qualunque funzione pubblica”.
La giunta Tesei, sottolinea ancora la Lega, ha ereditato una situazione di grave degrado urbanistico e sociale, ma ha scelto di intervenire in modo concreto: “Si è proceduto a individuare un nuovo gestore, a ottenere i finanziamenti, a progettare una vera rinascita sanitaria, a risanare i debiti verso le imprese, e infine a far rientrare Monteluce nel quadro degli investimenti del PNRR dedicati alla medicina di base”.
Per questo, secondo Fioroni, l’attuale amministrazione guidata da Proietti dovrebbe riconoscere il lavoro svolto da chi ha governato in precedenza. “È inaccettabile – ribadisce – che oggi si inauguri un’opera nata da quel lavoro senza nemmeno una menzione. Non si tratta solo di una scorrettezza politica, ma di una mancanza di rispetto verso le istituzioni e verso i cittadini”.
L’intervento, così come previsto, consentirà di attivare a Monteluce una serie di servizi fondamentali per l’assistenza sanitaria territoriale, come ambulatori, medicina generale, infermieristica di comunità, prestazioni specialistiche e servizi amministrativi. La Casa della Comunità rappresenta uno dei tasselli della riforma prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che destina all’Umbria circa 100 milioni di euro per la sanità territoriale.
Secondo la Lega, tutto questo è il frutto di un piano chiaro e coerente portato avanti negli scorsi cinque anni, non una novità introdotta con il cambio di Giunta. “Non è onesto – conclude Fioroni – confondere la cerimonia con la progettazione. L’attuale Giunta sta inaugurando qualcosa che esiste solo grazie alla visione di chi l’ha pensata, finanziata e messa in moto. È giusto che l’opinione pubblica lo sappia”.
La polemica arriva in un momento politicamente delicato, a pochi mesi dall’insediamento della nuova amministrazione regionale. Il caso Monteluce rischia così di diventare un primo terreno di confronto acceso tra maggioranza e opposizione, in particolare sul tema della gestione del PNRR e sull’eredità lasciata dal governo Tesei.
Nel quartiere, intanto, si registra una certa attesa per l’apertura effettiva della Casa della Comunità, che dovrà garantire una risposta concreta ai bisogni dei residenti dopo anni di mancate promesse. Tuttavia, la contrapposizione tra le due visioni politiche rischia di oscurare la funzione principale dell’opera: quella di offrire un punto di riferimento stabile e accessibile per la sanità locale.
La Lega Umbria annuncia che continuerà a vigilare sull’uso dei fondi del PNRR e sui progetti ereditati dalla precedente legislatura, chiedendo trasparenza e riconoscimento del lavoro fatto. Per Monteluce, il timore è che la visibilità politica prevalga sul merito degli interventi effettivi.

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